Felicità è un cucciolo caldo

 

 

imagesTutto nasce da una riunione familiare nella casa degli Schulz in California nell’estate del 1959. I coniugi hanno ricevuto la visita della cugina di Sparky assieme a suo marito e alle due figlie. Una sera il gruppo si ritrova in cucina a chiacchierare in un clima che sembra molto simile a quello immortalato in tante sitcom americane. Il tema della sera è la felicità e ognuno dei partecipanti deve esprimere la propria idea, anche con un’immagine. La felicità è un bambino che sta bene si sente dire, ma la felicità è anche possedere una cosa desiderata, come ad esempio uno yacht, sostiene il marito della cugina di Schulz. Sparky si riserva l’ultimo intervento, forse per l’abituale timidezza. Lui ancora non lo sa ma la frase che sta per pronunciare segnerà una svolta decisiva non solo nella sua poetica di autore ma soprattutto nella ricezione universale della sua creazione. Sì, Schulz dice proprio senza alcuna esitazione “Felicità è un cucciolo caldo”.

Passa qualche mese e la frase verrà messa in bocca a Lucy nella vignetta riportata. La sua apparente stravaganza, unita all’immancabile sentenziosità spiazzante tipica di Schulz sollecita l’attenzione dei pubblicitari e in particolare di una certa Connie Boucher che già si era rivolta a Schulz per realizzare un’agenda dei Peanuts”.

Agende a grandezza calendario come quelle che conosciamo oggi, spiega David Michaelis, il biografo di Schulz, all’epoca non esistevano. L’idea dunque era assolutamente innovativa, tanto più che quel prodotto aveva la grafica raffinata di Schulz, unita a colori sgargianti, accattivanti e soprattutto quei personaggi che avevano cominciato a fare breccia nell’immaginario di mezza America. Il successo era stato assolutamente incoraggiante. In poche settimane se ne erano vendute venticinquemila copie.

E quindi, a distanza di un anno e mezzo dalla serata in famiglia la Boucher alzò l’asticella, proponendo a Schulz di realizzare un vero e proprio libro illustrato intitolato la felicità è…, a partire proprio dalla vignetta di Lucy e Snoopy. Sparky ci pensò giusto il tempo di fare affluire idee nella sua mente e si mise subito al lavoro realizzando bozzetti su bozzetti tutti ispirati a quell’intuizione di una sera d’estate.

A mano a mano che lavorava a questo progetto sulla felicità, racconta ancora Michaelis Schulz si rendeva conto che “i momenti felici della sua vita non erano nati ‘dalle cose che paghi un sacco di soldi, ma da quelle semplici, come ritrovarsi con qualche amico”. Esattamente un corollario spontaneo e vissuto di quell’idea di felicità come bene relazionale, che accomuna bracchetti ed economisti.

Il volumetto venne distribuito nel novembre del 1962 e già il 2 dicembre figurava nella classifica dei libri più venduti negli Stati Uniti, dove rimase per 43 settimane. L’anno seguente fu il libro non di narrativa più venduto. (Continua ne La cuccia del filosofo)

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