Viva il film dei Peanuts: ma cosa ne avrebbe detto Schulz?

snoopy e charlie brownGià negli anni ’60 c’è chi pensò ed eseguì una resa in cartoon (con tutti i limiti delle tecnologie dell’epoca) del mondo di Snoopy e compagni. La data aurea è il 9 dicembre del 1965 quando sulla CBS andò in onda il cortometraggio A Charlie Brown Christmas, realizzato da Lee Mendelson e Bill Melendez, ovviamente sotto la rigida supervisione di Charles Schulz, che non fu mai del tutto entusiasta di qualsiasi operazione trasportasse via dall’amata carta i suoi eroi.

In realtà le cose andarono benissimo. Il film che si avvaleva dell’eccellente e adattissima colonna sonora jazz di Vince Guaraldi vinse anche un Emmy Award e fu il primo di una serie di 40 ulteriori episodi. Ma è interessante oggi, soprattutto alla luce del recentissimo film di Steve Martino, rileggere quello ceh Schulz scrisse a proposito del rapporto fumetto/animazione, che è riportato nel libro d’oro dei Peanuts

E’ abbastanza insolito che un fumetto venga ridotto in animazione . I personaggi dello schermo sono progettati per potersi girare. Sono disegnati con un tratto uniforme, e gli occhi, i nasi, le orecchie e le membra sono collocati come se fossero di gomma, in modo da poter fare determinate cose. Questo tipo di disegno non è adatto per i fumetti. I fumetti in genere sono .schizzati a penna. Quando li si trasporta in animazione devono diventare fluidi e così non funzionano.

Al di là dell’osservazione tecnica è un concetto tipico di Schulz quello che traspare da queste parole, ovvero l’idea che il fumetto debba essere un’astrazione, che raggiunga una fascinazione universale proprio nel suo sfuggire all’imitazione della materialità, alla suggestione che debba operare come se fosse vero per guadagnare invece in poesia e capacità evocativa. Del resto bambini che discutono come adulti, foglie che (anche loro) parlano, un cane che pensando comunica col mondo ed interpreta 144 personaggi diversi, come possono essere costretti a funzionare come cose realistiche?
E’ emblematica una frase al riguardo che Schulz rivolse ai suoi animatori, proprio a proposito di Snoopy, il suo vero “Alter ego”.

“Gli dissi: è solo un fumetto. Non deve girarsi, spostatelo semplicemente da un punto a un altro.Non cercate di farlo diventare reale a tutti i costi.

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