Aidan Chambers: il circolo virtuoso della lettura

aidan.chambers“La lettura ci rende più consapevoli di noi stessi, degli altri, del nostro ruolo nella realtà che ci circonda. E’ un fatto squisitamente umano perché la lettura non è nei nostri geni, è qualcosa che abbiamo sviluppato ed è un unicum nell’universo”

Seduto di fronte alla sua biblioteca personale ma in collegamento con i suoi lettori di Scrittorincittà a Cuneo, Aidan Chambers ha spiegato come funziona a suo giudizio il metodo per far scoprire le virtù della lettura ai giovanissimi, ai ragazzi ma in genere a chi se ne sente distante.

Sì perché proprio di un circolo virtuoso con tanto di diagramma si tratta. Al centro c’è la figura dell’educatore, polo di attrazione e di scambio di esperienza. All’inizio  c’è la selezione, la disponibilità di libri la loro accesibilità. “Quando ero bambino a scuola – ha raccontato – i libri venivano tenuti sotto chiave, in una cassaforte che veniva aperta dall’insegnante solo al venerdì quando ci assegnava il testo da leggere nel weekend. I libri invece devono essere dispnibili sempre, devono esercitare la loro forza di attrazione”.

Secondo elemento centrale in questa trasmissione circolare della lettura è il tempo e l’ambiente giusto da dedicare a questa attività. L’uomo spiega Chambers è “animale territoiale” e ha bisogno di spazi adeguati soprattutto per gustare ciò che fa e questo nella lettura è fondamentale.

Terza fase è la risposta, lo scambio di opinioni tra lettori, che può essere sia formale (a scuola, ad esempio, in un’interogazione o in lavoro di gruppo) che informale, e l‘interazione con l’educatore che dà e riceve ovviamente da questa relazione.

Chambers infatti pone grandissimo valore nel ruolo “creativo” dei più piccoli, anche e soprattutto a scuola. Perfino nella scelta dei testi che debbano formare una biblioteca è chiaro che la scelta finale spetta al docente, ma quest’ultimo deve responsabilizzare i più piccoli, deve ascoltarne le proposte, deve “farli sbagliare” anche lasciandoli leggere qualcosa che non li soddisferà, accettare almeno una loro proposta

Il ruolo dei bambini/potenziali lettori sta anzitutto nell’ascolto di storie, che vanno narrate e fatte “sentire” come proprie, come pezzi di vita anche quando sono inventate.

Un ruolo particolare Chambers lo affida proprio all’invenzione da parte dei bambini. “Il racconti di storie inizia da noi – spiega e i bambini cimentandosi come ‘autori’attingono alla loro personale esperienza di storie e imparano a risolvere il problemadi come raccontarle”. Così facendo apprendono e fanno proprie varie tecniche. “la sperimentazione di questa che è una vera e propria arte – conclude – accresce il loro interesse nella tecnica narrativa, con il risultato di leggere le storie in modo diverso, con una maggiore consapevolezza della forma e del contenuto.”

Per approfondire

Aidan Chambers
Il lettore infinito
Firenze, Equilibri, 2015

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