Scatti d’autunno (con parole) 1/Camminando nel bosco

12181805_10207908270653546_607424956_n di Marco Maresca

Tra le impressioni più vive che la natura mi dona continuamente, c’è il bosco d’autunno.

Mi aggiro solo, tra i faggi, nella luce ferma e pacata che filtra con discrezione dal cielo pastello. Calpesto foglie gialle, ocra, trasparenti. Osservo quelle ancora aggrappate ai rami, commosso dalla loro inutile resistenza.Gli odori mi guidano ovunque, mi esortano a proseguire. Pochi i rumori: passi, piccoli uccelli, ricordi.

Una penna d’istrice mi ricorda che il bosco non mi appartiene. Sono ospite in terra straniera. Ma come è difficile non sentirmi a casa…
Il fresco dell’aria intacca la pelle, la esamina, la cura. Accenno a chiudere la giacca, come per pudore.
Gli alberi sono passanti in fuga dall’inverno. A nulla servono le lingue di fuoco che ancora disegnano la loro chioma. Presto saranno nudi, rivestiti della sola dignità di figli della natura. Penso a una poesia che ho letto qualche giorno fa: Bosco autunnale, di Boris Sluckij. Lo stile è semplice, colloquiale, come di parola condivisa tra amici. E mi riscaldo, forse nell’unico modo, l’anima.12200454_10207908269573519_1020304867_n

 

A chi somiglia il bosco in pieno autunno?
Soprattutto ad un sommesso incendio.
Lambiscono mute la coppa dei cieli
gialle lingue di fiamma.
Più d’uno scialle zingaro è screziato
il bosco ancora un pò verde.
Ad ogni albero, come ad un falò,
puoi riscaldarti l’anima.

(Le foto sono state scattate dall’autore)

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