Il mondo visto dai nostri antenati 2\ Goethe e il giornalismo

GoetheLui lo definiva un “incoraggiamento alla chiacchiera”. Lo detestava perché era una finta partecipazione a fatti, avvenimenti cose con le quali non solo non si poteva interagire, ma delle quali era impossibile una comprensione per frequentazione diretta, quasi per osmosi fisica, cerebrale. Goethe non amava il giornalismo soprattutto non avrebbe amato certo tipo di giornalismo nostrano, quello  del titolo attizza passioni, sconcerto, indignazione prefabbricata e studiata, quello dell’ansia strumentale alla cattura dell’attenzione, del dato di ascolto. Soprattutto non avrebbe amato il continuo travisamento del reale letto e interpretato attraverso fatti che sono eccezioni e non tendenze, non cento cani che mordono un uomo, ma un solo uomo che morde un solo cane.

Ecco cosa dice magistralmente in un passo de Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister

“L’uomo è nato per una condizione limitata; è in grado di comprendere scopi semplici, vicini, certi, e si abitua a usare i mezzi di cui può disporre con immediatezza; ma non appena l’orizzonte si allarga non sa più che cosa vuole, né cosa fare, ed è del tutto indifferente che sia distratto dalla gran quantità delle cose, o che sia disorientato dall’elevatezza e dalla dignità delle stesse. E’ sempre una disgrazia quando è indotto ad ambire a qualcosa con cui non sa raccordarsi per una regolare e personale frequentazione”.

Solo la letteratura per Goethe conduce il lettore al cuore delle cose, perché non ambisce alla totalità, né vuole essere esemplare o didattica, ma solo raccontare storie con le quali si entra in confidenza, personaggi che diventano parte nostra, non seduzione momentanea, istigazione verso una possibile interpretazione o stimolo purchessia. Chi ha la responsabilità di un “dire pubblico” deve provare ad accompagnare con giudizio, riflessione, senso del limite e della fallibilità. Chi racconta sa di dover parlarci cuore a cuore, non stupire o destabilizzare. “Ci si deve raccordare con le cose ad una ad una, per una regolare e personale frequentazione”. Utopia probabilmente, comunque un traguardo lontanissimo ma che fa certamente bene tenere nell’orizzonte del nostro sguardo.

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Un pensiero su “Il mondo visto dai nostri antenati 2\ Goethe e il giornalismo

  1. Molto bella questa riflessione di Goethe, grazie Saverio! E ieri ho visto un film che forse si muove nella stessa direzione, Truth, che sottolinea la disumanizzazione di un certo giornalismo, che calpesta tutto e tutti pur di perseguire le proprie idee (o ideologie). La stessa disumanizzazione di cui parlava il nostro antenato.

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