The King of Blues is not dead

NEW YORK - APRIL 18:  Blues Legend B.B. King performs his 10,000th concert at B.B. KIng Blues Club & Grill in Times Square on April 18, 2006 in New York City. King is a nine time Grammy Award winning musician who started his career in 1947.  (Photo by Astrid Stawiarz/Getty Images)

di Filippo Simonelli

Oggi è un giorno triste per la musica tutta. B.B. King, the King of Blues, si è spento all’età di 89 anni. Senza aver mai smesso di suonare.

His genius had angelic wings and fed on manna. He played on forever, and you wished him to play on forever” con queste parole, o meglio parole molto simili, William Hazlitt descriveva il genio di Samuel Taylor Coleridge. Parole che, adattate al nostro contesto, si sposano perfettamente con il personaggio di B.B. King, nome d’arte di Riley King. Peccato che chi scrive non può vantare una conoscenza personale del maestro. Piuttosto un culto distante ma appassionato.

Il culto che meritano le figure mistiche, come quelle dei bardi medioevali. Già, proprio i bardi. Perchè il bluesman è un po’ il grande bardo cantore del nostro tempo, senza cetra ma con la fidata Lucille (una meravigliosa Gibson Es-335) , figlio di una tradizione orale tramandata di generazione in generazione, nel passaggio che ha portato dallo holler , il cantore solitario delle piantagioni di cotone, al bluesman come lo conosciamo noi oggi. Il bluesman che è stato incarnato da BB , l’uomo che ha saputo mediare tra l’incredibile successo della sua musica anche nel mondo mainstream e la fedeltà alle radici di una musica fatta di terra e sudore. Un genio spontaneo, incolto forse di formazione, come quasi tutti i grandi del blues.

Ma che proprio per questa sua fondazione musicale, così leggera, così libera da schemi e grammatiche, è riuscito ad issarsi leggero come un colibrì, come il suo colibrì (la sua tecnica speciale, nonchè uno dei suoi pezzi migliori), fino alle vette del blues d’America e della musica del mondo intero.

Scrivere di un personaggio del genere è sempre estremamente difficile. Come coprire in poche parole, o anzi, semplicemente con le parole, tutta la gamma di colori, di suoni, di sensazioni racchiuse in un suo assolo, in una sua canzone?

Null’altro da aggiungere. Per non mettere un punto alla sua storia, ma solo a questo piccolo articolo carico di gratitudine e di una certa malinconia blue.

Long live the King, long live BB King

articolo originariamente pubblicato qui

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...