L’Archivio Prezzolini: un patrimonio italiano in Svizzera

Biblioteca-cantonale-per-weL’archivio Prezzolini presso la Biblioteca Cantonale di Lugano (Canton Ticino, Svizzera italiana) è la raccolta documentale più importante al di fuori dell”Italia sui movimenti del primo Novecento. La sua curatrice, Diana Ruesch, è stata ospite alcuni anni fa, nel 2009, al festival di Mantova dove ha fatto conoscere al pubblico questo importante polo di diffusione della cultura italiana nel mondo.
L”archivio prende il nome dello scrittore italiano che si era trasferito a Lugano dove morì centenario nel 1982 e che, ancora in vita, trasferì i propri documenti (corrispondenza, biblioteca personale) alla biblioteca ticinese.
L’archivio Prezzolini, aperto quattro anni prima della morte dello scrittore, nel 1978, successivamente accolse anche gli archivi di Flaiano, Ceronetti, Tomizza e di molti scrittori della Svizzera italiana. Oggi conta 63 fondi, di cui 25 completi (veri e propri fondi, quindi) e 38 parziali (ovvero raccolte). L’archivio è cresciuto grazie al passa parola e alla fiducia degli scrittori e dei loro eredi. Dopo Prezzolini, infatti, fu la vedova di Ennio Flaiano che venendo a conoscenza dell”archivio decise di trasferirvi i documenti dello scrittore.
Il rispetto del diritto d”autore, della privacy degli autori e delle loro volontà sono regole inderogabili dell’archivio, che può essere consultato soltanto in loco, a Lugano, e che vieta la duplicazione dei documenti (in fotocopia o con altri mezzi) e la diffusione attraverso il web.
D’altra parte i curatori dell”archivio sono convinti che un archivio sulla letteratura non abbia solo la funzione di inventariazione e conservazione ma debba svolgere attività di promozione della lettura. Da qui l’allestimento di mostre bio-bibliografiche e la pubblicazione di un periodico, Cartevive, che da 20 anni segnala i lavori in corso dell”archivio stesso, propone bibliografie e articoli (tutti i contributi sono gratuiti). La sottoscrizione dell”abbonamento è gratuita e Cartevive è distribuita anche in molti istituti di italianistica, per promuovere la lingua e la cultura italiane all”estero.

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