Verità

bambina-sulla-spiaggiadi Marco Maresca

La piccola Alice si strofinò con cura le mani per togliere la sabbia. Soffiò tra le dita, alitando la sua brezza bambina tra i solchi, dove i granelli scuri si asserragliavano con maggiore tenacia.

La maestra, che stava proprio dietro di lei, si avvicinò e l’aiutò in quell’impresa per nulla semplice. Poi le chiese perché stesse uscendo dalla sabbiera.

– Perché non riesco a fare un uccellino che vola.

– Un uccellino?

– Sì, ne ho fatti tanti, ma nessuno vola. E io mi sono stufata.

– Ma gli uccellini fatti con la sabbia non possono volare.

– Sì che possono. Me l’ha detto mamma. Ha detto che Gesù lo faceva. Lo faceva quando era piccolo come me.

La maestra puntò uno sguardo pieno di tenerezza negli occhi di Alice. Si chiese dove fosse il confine tra realtà e finzione in una bambina di cinque anni. Se esistesse. Aveva letto sui manuali dell’università che nei bambini la realtà è fatta delle cose che si credono vere. E che non importa se lo siano veramente o se sono il frutto di un gioco o se nascono dal racconto di una madre. La mamma di Alice aveva detto alla figlia che gli uccellini di sabbia potevano volare e per lei questo era sufficiente a spingerla a creare uno stormo di uccellini di sabbia volanti.

– Gesù li ha fatti volare, vero?

– Credo di sì, o perlomeno così dicono in molti.

– Ma tu li hai visti?

– No, non li ho visti.

– Ma ci credi?

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