Sibelius e l’Italia, Sibelius in Italia

Jean-Sibeliues-1891-Lehtikuva-MTV-oydi Filippo Simonelli

150 anni e non sentirli. Sarà pure un incipit fin troppo abusato, ma rispecchia perfettamente la sensazione di novità e continuo stupore che si ha ascoltando le composizioni di Jean Sibelius ancora dopo più di un secolo. In occasione dell’anniversario della nascita, Roma e tutta l’Italia hanno deciso di omaggiare i mille volti del compositore Finlandese con una serie di eventi sparsi per la penisola. Dai concerti alle lezioni di musica, un anno ribattezzato “Sibeliano” ricco di occasioni per scoprire a fondo questo compositore forse non abbastanza noto al grande pubblico, ma che incarna l’essenza profonda di una terra incredibile come la Finlandia.

Ad aprire le danze è stata l’accademia di santa Cecilia di Roma, che ha portato in scena per tre date (24, 25 e 27 gennaio) una delle composizioni più emozionanti del maestro di Haamelinna, il “concerto per violino ed orchestra in re minore op.47”. Sul palco il direttore Pappano ha voluto con se la eccellente violinista georgiana Lisa Batiashvili, che già in passato ha mostrato un profondo legame con le composizioni di Sibelius; non a caso è divenuta famosa proprio grazie ad un concorso tenuto dall’accademia Sibelius di Helsinki. Per impreziosire il concerto, Sir Anthony ha voluto portare in scena anche “L’apprendista stregone” di Dukas (di cui anche ricorre il centocinquantesimo dalla nascita), noto a tutti per essere stato la colonna sonora dell’omonimo episodio del capolavoro Disney “Fantasia”, assieme ad un’altra perla del repertorio tardo ottocentesco, la suite “Quadri da una esposizione” di Modest Mussorgskij nell’arrangiamento di Maurice Ravel. E non è tutto: il maestro ha avuto anche l’incredibile opportunità di poter avere sul podio la partitura originale del concerto con le annotazioni autografe di Sibelius, donatagli da Satu Jalas , nipote del musicista e violinista anche lei. La Jalas ha poi un passato che parla molto italiano: si è infatti diplomata proprio all’accademia di Santa Cecilia e, a testimonianza di quanto sia sempre stato forte il legame tra la famiglia Sibelius e l’Italia (la celebre seconda sinfonia, la più nota del repertorio Sibeliano, è stata composta durante uno dei viaggi del compositore in liguria), la violinista ha deciso di esibirsi anche lei, il 17 marzo di quest’anno, assieme agli studenti dell’Accademia, suonando quello stesso violino che fu di suo nonno.

L’Accademia, in collaborazione con la Ambasciata e le altre istituzioni finlandesi presenti sul nostro territorio, continuerà a celebrare Sibelius portando in scena proprio la “Seconda Sinfonia” dal 21 al 24 marzo e con una mostra al MUSA (il museo degli strumenti musicali dell’auditorium) dedicata alla vita quotidiana del compositore, arricchita dai documenti originali e dal film “Sibelius”, del regista finlandese Timo Koivusalo, trasmesso alle 11 e alle 15 tutti i giorni di apertura del museo dal 21 gennaio al 24 marzo. Ed anche nel resto d’Italia non mancano eventi e conferenze dedicate a questo poliedrico compositore: da Avellino a Milano passando per Verona, eventi a volontà per promuovere un compositore ancora sullo sfondo in Italia : dal 27 al 31 agosto il festival Pucciniano sarà dedicato quasi interamente alle sue musiche per costruire suggestive tra Janne e l’autore del Turandot. Forse che passerà finalmente “l’allergia che colpisce i nostri direttori” quando si tratta di suonare Sibelius, per dirla con le parole di Pappano in persona.

Filippo Simonelli

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