Quel che mi riporto a casa da Più Libri 2014. 1/ Due libri di sport

piu_libri_piu_liberi__roma-300x262Non parlo di dati, di bilanci, neanche di libri venduti. Ma mi riferisco ai libri che solo in questa fiera si riesce a trovare deliziandosi nelle camminatine di metà pomeriggio tra gli stand oppure subito dopo pranzo (pranzo!!!) quando la calura aleggiante nell’edificio scoraggia perfino i cercatori di sconto. A più libri, poi, solo raramente si ripete quella ritualità stantìa di saloni vari, quando la maggior parte degli avventori perde il proprio tempo all’interno degli stand di un grande e ultradistribuito editore cercando quei titoli che troverebbe comodamente in ogni momento nella libreria sotto casa. La strutturazione geometrica da accampamento romano nel più romano degli edifici che ospitino una kermesse libraria, favorisce poi un perdersi temporaneo e facilmente recuperabile che ti conduce automaticamente verso la rarità, la piacevolezza della scoperta inaspettata.

Tutto questo per dire che ci sono piccoli gioielli adatti alla sensibilità e al profilo culturale di ciascuno dei visitatori che è bello rinvenire tra pazienza e sorpresa. E allora, ecco quello che io mi sono riportato a casa.

Oggi voglio iniziare con due bellissimi libri di sport: il primo di Daniele Manusia, che i frequentatori della rete ben conoscono sul sito ultimouomo. Di lui ho acquistato “Cantona. Com’è diventato leggenda“, un testo che già al primo  assaggio mostra una delle peculiarità del sito e dell’autore. Competenza, preparazione, amore per il campione che non sconfina mai nell’idolatria o nella ricerca di simbologie forzate da highlights televisivi. Solo l’emergere di un personaggio tanto più affascinante quanto inconsapevolmente contraddittorio, scontornato attraverso la lettura dei fatti, scomponendone personalità e fascino attraverso il racconto reale e referenziale della vita. Cantona Manusia

A pagina 42 si legge : Marginale è una parola forte che in Francia si usa di solito per tossici, barboni e i matti nella metro. Per gente tagliata fuori. Dalla risposta che Cantona dà a Descamps (allude a un’intervista rilasciata a France Football nel 1987 in cui il calciatore parla un po’ di tutto: dalla follia ai soldi, dal suo essere artista al dolore, ai figli cui assicurare un futuro, allo yoga e al concetto stesso di marginalità che nel suo caso, sostiene, significa inevitabilmente superiorità) si capisce che lui la interpreta come sinonimo di diverso e che, in modo magari infantile, ma in sintonia col suo romanticismo di secondo grado fatto di pazzia, povertà e insulti ai tifosi che lo fischiano, ne andasse anche orgoglioso“.

C’è quindi tutto Cantona in questo testo la cui forza sta nell’etimologica  eccentricità del personaggio stesso e nel suo essere un sunto vivente di splendori, follie, iperboli, contraddizioni e genialità del calcio. L’abbondanza delle fonti e delle citazioni, la competenza dell’analisi e la sobria lucidità dello stile aggiungono poi al libro il tocco dell’imperdibilità per gli appassionati, i semplici calciofili o gli affezionati alla buona scrittura, oggettiva e coinvolgente al tempo stesso.

Fabrizio Gabrielli, invece, compare  di Manusia sul web, fa un operazione di viaggio nella storia, tra le maglie del racconto epico del calcio, in una caccia di eroi antieroi, sommersi salvati o non salvati ma anche neppure sommersi, una caccia mai ideologica, ma capace di estrarre gesti ed emozioni che si comunicano in virtù della loro capacità propulsiua anche quando, come è spesso il caso, vengono da brandelli di mondo che di solito i media trattano superficialmente a furia di streotipi svuotati. Così con Gabrielli troviamo germogli di calcio dappertutto, non solo sui campi sterrati percorsi da scarpini chiodati e palloni di nostalgia, ma anche in piena guerra sull’appennino tosco emiliano o ancora a Paramaribo, terra d’elezione di tanti talenti che hanno esaltato una volta di più il calcio olandeseSforbiciate.Fabrizio.Gabrielli

L’appuntamento era al laghetto, quello sprofondato tra i palazzoni,  nel cuore di Bijlmer, il lunedì alle cinque in punto. Giorno spoglio d’abluzioni in moschea e di talmud in sinagoga. Il lunedì, le polpette a riscaldarsi nel brodo dopo il lavoro e le birre Dogo sulle panchine, col tropico impigliato tra i dreadlocks. La voglia, finalmente, di amici.

La cifra stilistica di Gabrielli scivola fatalmente verso l’opulenza lessicale, la stratificazione dei richiami, l’intreccio costante tra sport e vita, tra ordinario e straordinarietà di un ricordo o di una particella di esistenza in cui si è prodotta quella magica alchimia che genera non solo nostalgia ma stimola a rivivere, a ripetere quell’emozione, di cui il pallone che rotola è meraviglioso correlativo oggettivo, carico di vita e umanità.

Daniele Manusia
Cantona. Come è diventato leggenda.
Add editore
Euro 14

Fabrizio Gabrielli
Sforbiciate
Piano B editore
Euro 14,90

 

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