Scoperto un nuovo Folio shakespeariano. Come mai era in un collegio gesuita ?

shakespeare-ftrE’ il 233° ma in questo caso non è il numero a fare la differenza ma la provenienza. Parliamo della scoperta di una delle rarissime copie del primo Folio che contiene le opere di William Shakespeare, ritrovata recentemente nella cittadina di Saint Omer nel Nord della Francia. Ma qual è la notizia che rende il ritrovamento particolarmente interessante?

La copia in questione, scoperta nella biblioteca di Saint Omer, appartenne fino alla rivoluzione francese a un collegio gesuita della città, un luogo particolarmente significativo perché dava asilo fin dai tempi di Shakespeare ai cattolici scampati alla persecuzione anglicana, particolarmente acuta in quel periodo. Tra l’altro secondo Eric Rasmussen, l’esperto che ha identificato la copia e che è stato intervistato dal quotidiano Independent, il Folio sarebbe stato portato nella cittadina francese da un certo Edward Scarisbrick, un cattolico inglese all’epoca molto noto che risulta aver studiato a Saint Omer attorno al 1630. Sulla prima pagina della copia infatti si legge la parola Nevill che pare essere stato uno pseudonimo dell’uomo.

E’ a questo punto che gli studiosi hanno cominciato a dividersi. Secondo Rasmussen la scoperta aggiunge un nuovo tassello alla teoria secondo la quale Shakespeare avrebbe intrattenuto rapporti con la resistenza cattolica in Inghilterra e che quindi avvalorerebbe l’altrettanto antica leggenda per cui egli “morì papista”. Martin Wiggins invece, docente emerito presso lo Shakespeare Institute di Stratford-upon-Avon, sostiene che sia “indubbiamente vero che il bardo venisse studiato e ammirato da molti cattolici, ma questo non ha nulla a che vedere con la sua fede personale”. Forse l’analisi migliore è quella di Jean Christophe Mayer, uno dei più famosi filologi francesi in ambito shakespeariano. Il ritrovamentoa suo giudizio prova che Shakespeare fosse “amato non solo da cattolici in quanto tali ma in particolare dagli esuli e perseguitati e ciò aggiunge sicuramente un tassello importante nell’analisi del suo posto nella cultura cattolica”.

L’ultima curiosità riguarda lo stato della copia che in alcuni punti presenta glosse e indicazioni di tipo schiettamente teatrale, tanto che, sostengono gli esperti, potrebbe essere stata destinata ad una performance pubblica. Nel caso si traterrebbe della prima realizzata all’interno di un collegio scolastico.

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