Quella prima sorsata di birra di oltre quindici anni fa

la prima sorsata di birraIn realtà era il 1998 quando questo delizioso libretto arrivò nelle librerie italiane. Una copertina minimale e sobriamente fanciullesca, un editore raffinato e il nome di un autore che suonava familiare e nonostante fosse straniero si pronunciava così come era scritto: Philippe Delerm .
Il libro poi manteneva le promesse. Non troppe pagine, una serie di capitoli brevi, spunti narrativi minimi ma capaci di rievocare esperienze potenzialmente condivisibili o magari già inconsapevolemte condivise: momenti in cui qualcosa ci accade per la prima volta, un primo sorso di vita, ma anche cose che notiamo per la prima volta, come fosse la prima volta: la birra per l’appunto, ma anche il cornetto assaggiato di prima mattina mentre si cammina nella luce tenue dell’alba su un marciapiede che ci fa percepire di essere come sul bordo del mondo e dell’esistenza, e ancora il fruscio della dinamo che accompagna una pedalata notturna nella calura estiva, un invito a cena a sopresa a  casa di amici, il profumo della cantina in una casa di campagna. Il libro di Delerm aveva il pregio di ritrarre queste ed altre istantanee di vita con tocchi di puro impressionismo narrativo senza indulgere però a sentimentalismi o nostalgie. L’eleganza della scrittura, la sobrietà dello stile, il tratto tenue della narrazione restituivano non una realtà idealizzata da una memoria in fase malinconica ma piccoli frammenti di esistenza irripetibili certo nel concreto ma riassaporabili grazie alla lettura. Una lettura che ci soprendeva a scoprire in modo imprevedibile  sensazioni assolutamente normali e forse riposte con troppa fretta nello scantinato di una memoria al quale non si accede più. Faceva insomma la figura del rabdomante il buon Delerm: ci indicava sensazioni da estrarre dalla coscienza e ci diceva: ‘guarda, son lì, devi solo risvegliarne l’aroma e il gioco è fatto’. E si sviluppava così un formidabile giro di passaparola, perché era inevitabile consultare l’amico e dirgli: hai letto questa cosa? Guarda che è vero, non ci avevo pensato troppo ma anch’io l’ho sperimentata.”

Inutile dire che il testo fu subito un caso. E qui c’è anche un aneddoto personale. Alla fiera di Francoforte del 1999 l’editore francese fu letteralmente preso d’assalto da quelli nostrani che battagliarono per assicurasi i diritti  sui sei volumetti che l’autore aveva già scritto e pubblicato in Francia. Una contesa alla quale ho assistito e che venne combattuta a suon di centinaia di milioni di lire. Fu l’editore Frassinelli a vincerla, ma, purtroppo, il successo della prima sorsata di birra non si ripetè, tanto che negli anni si diradarono le pubblicazioni e l’autore finì presto in una sorta di dimenticatoio. “Che bello” “Il portico” “Autunno” Innamorati a Parigi”. Chi ricorda più questi titoli?

E invece non merita di essere dimenticato Philippe Delerm che oggi compie 64 anni; anche se forse a lui basta godersi la sua scuola nel Nord della Francia, le scogliere sul mare, le passeggiate solitarie o con la famiglia. Noi vogliamo ancora dirgli grazie, perché come diceva il grande scrittore tedesco Adalbert Stifter, poetico non è il fulmine o il tuono: sono fenomeni grandiosi e che danno nell’occhio, ma altrettanto significativo è il mite susseguirsi di eventi minimi che sono manifestazioni delicate e ripetitive di quelle stesse leggi di natura. Sta al poeta il compito di farli riaccadere davanti a noi come unici, di evocarne le potenzialità nascoste, di accendere la scintilla dei significati che possono rivestire per ogni lettore che sappia ricollegare la sua memoria di quell’evento a quella esposta dall’autore. Il libro così diventa una catena di condivisione di sensazioni ed esperienze. le illustra e le fa nuove per chiunque voglia esserne complice. Pensiamoci bene, c’è molto di più da pretendere da un poeta?

 

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2 pensieri su “Quella prima sorsata di birra di oltre quindici anni fa

  1. L’illustrazione di copertina mi sembra di Tullio Pericoli… ideale per il messaggio dell’opera, messaggio così efficacemente delineato nell’articolo.

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