Tolstoj e gli alberi

L.N.Tolstoy_Prokudin-GorskyQuando l’uomo nasce è flessibile e debole: quando è rigido e forte, muore. Quando gli alberi nascono, sono flessibili e teneri: quando sono secchi e duri, muoiono. La rigidità e la forza sono compagne della morte. La morbidezza e la debolezza sono compagne della vita”.

Una capacità unica di accordarsi alle fibre della vita, alla sua fisicità che però non si esaurisce qui e ora ma rimanda sempre a un valore, a qualcosa che trascende. Nell’oceano sconfinato della sua produzione letteraria spicca in Tolstoj questa dedizione al vivente e al suo simbolo più intimamente naturale: l’albero. Una dedizione operosa, ma soprattutto mite, delicata. Un elogio della sobrietà e della nobiltà dell’albero. Che il grande scrittore volle sottolineare nella sua casa a Jasnaja Poljana che in russo vuol dire Prati Chiari. Qui si circondò di alberi, che curò, protesse ed esaltò tra poesia e manualità. Ecco in questo articolo la storia di Tolstoj e dei suoi alberi

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