Inoltre… il libro/ 1 C’e del marcio in Gran Bretagna?

lettori in fieraC’è gran fermento nel mondo di lingua inglese attorno al valore e ai messaggi veicolati dal libro. Come riporta in prima pagina l’edizione quotidiana del Foglio – riprendendo peraltro un argomento già trattato altrove in precedenza – fa discutere il vespaio di polemiche suscitato dalla proposta da parte di alcune Università americane di “marchiare” alcuni testi reponsabili di contenere passaggi crudi, suscettibili di turbare i lettori, specialmente i giovani. In sostanza, come accade prima del un passaggio televisivo di un film, si dovrebbe avvertire il fruitore del testo che “i contenuti potrebbero urtare la sua sensibilita’”. Un’operazione definita, giustamente, di un “moralismo pigro” da parte di Damon Linker giornalista del The Week. Eh sì perché ci andrebbero di mezzo un po’ tutti gli scrittori: da Mark Twain colpevole di usare il termine “negro” all’antisemita Mercante di Venezia shakespeariano fino ad Aristofane, reo “di oscenità intollerabili”.

Il problema sembra veramente l’opposto. Favorire la lettura originale e non edulcorata di libri che possano esporre il lettore a esperienze forti, profonde, anche, perché no, socialmente e politicamente scorrette, proprio per far sperimentare loro l’impatto con una realtà immaginata che non sia finta e ovattata, ma addestri attraverso le parole al confronto, spesso difficile, dur,o quand’anche cruento con le asprezze della vita.

Nela stessa ottica si può leggere l’intervento di Michael Gove, Ministro dell’istruzione britannica, che invece va in direzione opposta. Qui la contestazione è dell’establishment radical chic: il Ministro ha posto tra gli obiettivi di un programma per i ragazzi tra i 14 e i 16 anni la lettura di  un’opera di Shakespeare di un’antologia di poeti romantici e di un romanzo del XIX secolo, il fine è quello di rafforzare il senso di identità culturale e di “apprezzare la profondità e la potenza del patrimonio nazionale, ma per i Laburisti questa sorta di “sillabo” culturale” sarebbe influenzato dai gusti personali di mr. Gove ed eclisserebbe testi contemporanei o novecenteschi americani. Vedremo quale sarà l’esito, anche se continuiamo a preferire un sonetto di Keats a Uomini e Topi di Steinbeck,  additato dalla stampa laburista come una sorta di eccellenza letteraria

flipback mondadori

La Repubblica invece ci offre nelle pagine culturali le immagini di nuovi formati per il libro: in particolare suscita curiosità e anche un fremito di sapore antico il “Flipback “di Mondadori, chesi legge in verticale, quasi fosse un rotolo sacro: non per nulla l’idea è nata in Olanda presso un editore specializzato in Bibbie.

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2 pensieri su “Inoltre… il libro/ 1 C’e del marcio in Gran Bretagna?

  1. L’etica non ha mai condizionato la grande arte, sia quando viene rispettata ( Raffaello per es.), sia quando viene violata (Schiele per es). Il problema quindi non si pone dal punto di vista dell’autore. Si pone invece dal punto di vista del fruitore. La fruizione deve essere mediata o Im-mediata? Può essere di entrambi i generi, soprattutto quando la mediazione è costituita da conoscenze tecniche e culturali spesso necessarie per meglio gustare un’opera d’arte ( si pensi alla conoscenza della metrica per apprezzare la poesia latina ). Nel caso sia im-mediata, l’impatto sarà sicuramente più emotivo e meno razionale. Quindi tutti i tipi di fruizione sono ammissibili. Quel che non è tollerabile invece è quando la presunta precauzione diventa alibi per una forma malcelata di censura. Allora non può essere tollerata

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