Salone di Torino: quel “bene in vista”

salone.torino.2014-570x300Ripensandoci a bocce ferme, o meglio, appena lanciate e andate a punto, quella del salone 2014 è stata soprattutto la sfida al cinismo, al disincanto, sicuramente autorizzati dai tempi grami che stiamo vivendo, ma forse habitus comodo anche e soprattutto per chi fa letteratura.

La scommessa quindi è stata duplice: invitare il Vaticano provando ad aggirare i vecchi ma mai del tutto abbattuti steccati tra cultura laica e cattolica, tuttora vista spesso con sussiego e degnazione in certi salotti, dall’altra affrontare la sfida della precarietà (anche professionale nel campo editoriale, e come) rischiando la parola bene, rischiando di far intravvedere un “di più” di umanità – che sarebbe poi il compito vero della vera letteratura -badando sempre a non scivolare nella retorica.

Ecco perché mi piace riproporre il primo servizio girato al Salone per TV2000 con le voci “per bene” di Susanna Tamaro e Luigi Garlando, ovvero quando a volte la semplicità di un atteggiamento letterario coglie nel segno meglio di molte più auliche e dotte posture intellettuali

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