Bologna Bookfair ’14. Editoria per ragazzi in salute, ma quanti distinguo da fare

bcbf2014copertinamostraillustratorihp1Sono quattro le parole chiave che hanno caratterizzato la produzione editoriale per ragazzi nel 2013. Una produzione che comunque ha visto crescere il venduto di una percentuale confortante, il 3, 1% che, per un mercato in altri settori irrimediabilmente caratterizzato dal segno meno, è un risultato assolutamente positivo. Le 4 parole spiegano e riassumono l’andamento del mercato secondo la rivista Liber che dalla fine degli anni ’90 stila una radiografia del settore ragazzi, avendo come riferimento circa 150 librerie e 400 biblioteche.

Globalizzazione, target, frammentazione, crossover, i termini che sintetizzano il settore. Globalizzazione che però non va intesa come invasione del nostro mercato da parte straniera. Certo sono molti i titoli che vengono da Paesi come Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti ma è vero anche che i nostri titoli sono discretamente esportati, tanto è vero che si è passati dai 1800 del 2001 ai 4270 titoli del 2010.

Ci si orienta comunque sempre più verso un target ben identificato, si preferisce realizzare prodotti indirizzati ad un utente più che altro consumatore di suggestioni che provengono anche da altri ambiti come le serie tv i film le mode del momento.

E’ verò però anche che il settore è molto caratterizzato da ibridazioni di genere, da un crossover grazie al quale gli editori provano a interecettare i desideri di giovani lettori con un mix ben dosato di realtà e fantasia. Sulla scia del realismo magico sudamericano il fantastico ha esondato nel realistico aprendo spazi finora imprevisti alla narrativa per ragazzi. La Rowling, ma anche opere come il ciclo di Bartimeus di Jonathan Stroud ne sono un chiaro esempio. Questa ibridazione ha fatto sì che non ci sia più una vera distinzione tra i gusti dei ragazzi più grandi e quelli degli adulti: il modo del fiabesco infatti non è più caratteristica esclusiva delle narrazioni per ragazzi ma si è esteso anche alla fiction più adulta o comunque letta tranquillamente da adulti

Ultimo termine è frammentazione che fotografa perfettamente un settore in cui la media di novità all’anno è scesa a 11 copie, anche se il 60% del mercato resta comunque appannaggio di 7 marchi. Chi fa le spese di questa frammentazione è il concetto stesso di collana, che praticamente è stato cancellato dalla recente storia editoriale. C’è una diffusa e rapida mortalità di collane la cui scarsa sopravvivenza rispecchia, secondo i redattori di Liber, anche una forte crisi di respiro progettuale.

Ci salveranno comunque Geronimo Stilton e Peppa Pig i veri motori del 2013

 

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