La poesia “resistente” nella giornata a lei dedicata

saffo.jpg_1139627051Festeggiare la Giornata della poesia è anche questo: imbattersi felicemente nella varietà e nella ricchezza delle scelte tra le poesie più amate, oppure quelle che ricordiamo per un particolare, una coincidenza, un evento che ce le ha consegnate alla memoria.

Su un totale di circa un centinaio menzionate dagli amici di Inoltre, si possono leggere alcune chiare linee di tendenza.

Anzitutto è il Novecento a farla da padrone con Montale che guida la classifica con ben 7 menzioni, tra le quali spicca “Ho sceso dandoti il braccio…” ma vengono citate tra le altre anche “la casa sul mare” o “Il gallo cedrone”. Rimanendo in Italia si impone anche Pavese con 5 menzioni (3 per Verrà la morte e avrà i tuoi occhi) e Ungaretti (3 volte si ricordano i suoi Soldati). 2 menzioni per Mario Luzi e David Maria Turoldo, 2 anche per Quasimodo e per Alda Merini, una per Pasolini e per il contemporaneo Pierluigi Cappello .

Un Novecento che è comunque anche al femminile con ben 5 diverse citazioni per Wislawa Szymborska.  Rimanendo in rosa ma scendendo di un secolo troviamo l’amatissima Emily Dickinson con 7 diverse menzioni. Il Neruda più romantico raccoglie invece 6 citazioni, anche in questo caso tutte di componimenti diversi. Citatissima (4 volte) anche Itaca di Kavafis.

E i classici della nostra poesia? Non se la passano benissimo: Leopardi raccoglie 3 menzioni di cui 2 per l’Infinito, una a testa Foscolo e Pascoli, assente Carducci.

Tra le singole scelte troviamo alcune perle che vado a elencare in ordine sparso

“Un aviatore irlandese prevede la sua morte” di Yeats, “Andenken” di Hoelderlin, “S’i fossi foco” di Cecco Angiolieri, Vittorio Sereni con “Non sa più nulla…” il Torrente” di Saba, “Chi sono?” di Palazzeschi, le “Nuvole” di Pastonchi, le “Foglie Gialle” di Trilussa. Di Derek Wallcott viene citata una lirica intera da Mappa del nuovo mondo “Alla fine di questa frase comincerà la pioggia”, mentre di Eliot si ricorda per intero la memorabile “Waste Land”. C’è poi una menzione anche per Bukowski, per Carver e Whitman, una per l’Epitaffio di Sicilo, la cosiddetta prima canzone della storia, e per un semisconosciuto Federico Tavan auotre della dialettale “La naf spazial”

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