Che cos’è “Scritture brevi”

di Francesca Chiusaroli

scritture-brevi-il-blog2Prima che un progetto concreto Scritture Brevi è per me il compimento del mio personale percorso di ricerca. Insegno linguistica, con una formazione in linguistica storica.  Il primo ambito della mia ricerca ha riguardato il passaggio dall’oralità alla scrittura e la nascita della scrittura inglese nell’epoca medioevale. Mi sono successivamente occupata di programmi di lingue artificiali nella linguistica inglese del Seicento e della relativa teoresi che si pone all’origine della teoria dell’informazione e di quello che poi sarà il trattamento automatico della lingua naturale.

Sono contesti diversi e tra loro distanti, ma che trovano confluenza nell’idea del segno grafico come unità minima concettuale in grado di sintetizzare l’informazione, l’unità grafica minima informativa. Con questa base ho iniziato a osservare i fenomeni della scrittura nell’ambiente digitale e contestualmente la cosiddetta “lingua degli sms”, ovvero osservandovi una continuità di usi e di tendenze che riporta a fenomeni non nuovi, né tanto meno illogici, bensì spesso ricorrenti nella storia, in tali contesti in cui la scrittura appare condizionata dal supporto: i pittogrammi e le abbreviazioni delle chat, le icone degli smartphone e il correttore automatico, niente di questo è realmente nuovo o inedito.

Insegnavo a Tor Vergata e lì ho trovato in Fabio Massimo Zanzotto, collega di Ingegneria Informatica, un interlocutore speciale. Il funzionamento del motore di ricerca, il carattere del web non semantico, sono evidentemente procedimenti basati sulla selezione a base scritta, da parte dell’utente, di elementi informativi, e sulla successiva riproposizione degli stessi nei sistemi di completamento automatico. Insieme a Fabio, e a una compagna di ricerca, linguista di formazione, Felicia Logozzo, abbiamo definito e disegnato il panorama di un progetto comune.

Scritture Brevi è stata l’etichetta che abbiamo scelto per definire tante diverse fenomenologie. Nel 2011 abbiamo così organizzato i workshop di Scritture Brevi a Roma Tor Vergata, riunendo, in tre diverse occasioni, studiosi e colleghi di lingue antiche e moderne, disponibili a confrontarsi su un comune tavolo di lavoro: paleografi e diplomatisti, epigrafisti ed esperti di storia delle scritture antiche e antichissime, geografi, storici e specialisti ed anche informatici e manager d’azienda, riuniti da un’etichetta che doveva diventare orizzonte condiviso. E così è stato.

Dopo questo esordio accademico è nata l’idea social.

Il dominio, un blog, Twitter, il marchio. Li abbiamo fatti nascere tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. L’hashtag #scritturebrevi (per il quale vanto il “primo” tweet) in pochi mesi si è affermato come un potentissimo aggregatore, capace anche di generare progetti di vario tipo, data la versatilità del nesso.

Come amo ripetere “scritture brevi” è “il mezzo e il fine”, un percorso che va dal punto all’infinito, ed ecco la nostra definizione di “scritture brevi”.

Il blog, io lo considero un osservatorio e un laboratorio di fenomeni legati alla scrittura, il fatto linguistico è al centro: se è vero che le “abbreviazioni” sono sempre esistite, il nostro intento è stato di elaborare una categoria metalinguistica (un contenitore concettuale) per definire, con un’unica etichetta, tali procedimenti di sintesi propri di tutte le lingue (o anche specifici di ciascuna), in ogni epoca.

Nel frattempo mi sono trasferita all’università di Macerata e qui si è unita al gruppo Maria Laura Pierucci, anche lei linguista di formazione. In tale sede, e nel territorio, Scritture Brevi è diventato marchio promotore di eventi: abbiamo ospitato il giornalista Beppe Severgnini all’Università di Macerata, abbiamo dato il via a una serie di eventi culturali legati alla compagnia teatrale storica maceratese (I mercoledì di Macerata Teatro con CTR), siamo giuria in un concorso di scrittura creativa per le scuole superiori (Riflessi di scrittura) abbiamo iniziato la serie intitolata Le conversazioni di Scritture Brevi, dove ospitiamo colleghi linguisti o di settori affini per esplorare l’universo di “scritture brevi” a partire dalle rispettive competenze.

Gli hashtag, a partire dallo stesso #scritturebrevi, diventano dei piccoli e grandi eventi della rete, che radunano gli amici di quella che è diventata presto una grande comunità: abbiamo gli hashtag legati ai segni, come #adottaunsegno, #fatespazio, #doppiosenso, #refusando, e quelli legati ai testi, come #narrArte, Twimago (questo legato alla descrizione di un codice petrarchesco riprodotto dalla casa editrice ImagoSRL), e quelli di occasione, come #emilyinme, #dearestVirginia, #insuperabileConte, #dedicatoaUniMC.

Gli hashtag diventano poi iniziative concrete, come il convegno Adotta un segno a Recanati, svolto in collaborazione col comune di Recanati e l’università di Macerata, con il coinvolgimento delle scuole recanatesi di ogni ordine e grado.

Personalmente svolgo lezioni nelle scuole, dove seguo progetti dedicati. Altre iniziative e collaborazioni stanno nascendo, come, ad esempio, la partnership con Massimo Arcangeli a Futura Festival. Proseguono naturalmente i progetti accademici, con interventi a convegni e seminari e pubblicazioni. Quando ero a Tor Vergata un caro collega ed amico era solito prendermi benevolmente in giro dicendo “sei quella che studia i cuoricini e i TVB”. Aveva ragione, ed io questo l’ho considerato un complimento.

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