La Grande Guerra de Il Mulino

la grande guerraNell’anno del centenario la casa editrice bolognese pubblica una serie di studi sulla Grande Guerra affrontando il tema da una pluralità di punti di vista grazie a contributi estremamente diversificati tra di loro: dalla storia bellica in senso stretto con le battaglie decisive, fino ai contenuti più marcatamente culturali, come la comunicazione, la costruzione del mito fino all’elaborazione del lutto da parte di intere generazioni.

Si inizia con il puntuale e documentatissimo saggio di Enrico Rusconi 1914: attacco a Occidente che prende in considerazione il periodo iniziale di quella che lo storico definisce una “guerra tedesca” cercando di analizzarne le ragioni di ineluttabilità, provando a chiarire se non sia scoppiata per davvero per una serie di “malintesi e di errori di valutazione”.

Di Mito della grande guerra parla (e titola) Mario Isnenghi: la sua è un’indagine accuratissima sull’atteggiamento degli intellettuali italiani di fronte al conflitto: da Marinetti a Prezzolini, da Gadda e D’Annunzio, l’immagine della guerra assume connotati diversi rispecchiando le differenti sensibilità del nostro Paese. Si realizza così, recita la quarta di copertina, uno spaccato di storia mentale, sociale e politica dell’Italia dell’epoca.

Eric J Leed, studioso americano, si sofferma invece su “La terra di nessuno”, andando a scavare nel vissuto dei protagonisti più umili e indispensabili della grande guerra: i soldati di trincea con le loro nevrosi, le fantasie, le claustrofobie che andranno  a costituire tutto un immaginario che segnerà per sempre la coscienza del nostro Continente.

E a proposito di immaginario il quarto titolo è Caporetto, località divenuta proverbiale per la rovinosa sconfitta del nostro esercito prima del Piave. Il libro è una testimonianza diretta perché riporta il diario personale di Angelo Gatti, ufficiale di stato maggiore alle dirette dipendenze del generale Cadorna. Si tratta dunque di pagine di assoluta immediatezza che ci conducono attraverso le testimonianze del fronte a una migliore comprensione dei tanti errori che causarono una delle più imponenti disfatte della nostra storia.

Sul tema del lutto e della memoria, tracciandone le coordinate culturali attraverso le testimonianze di scrittori poeti e intellettuali, si sofferma invece Jay Winter in Il Lutto e la memoria, quello che forse è tra i contributi quello più marcatamente culturale grazie al quale approfondiamo le reazioni, i pensieri, la mentalità di chi ha letto in profondità quell’epoca tra arte figurativa, letteratura e cinema.

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