Elvio Calderoni: il mio terzo romanzo

calderoni amore giratoE’ in uscita in questi giorni L’amore girato, il terzo romanzo del nostro Elvio Calderoni che così si racconta in questa intervista/anteprima

Come è nata l’idea di questo libro?

Scrivere l’Amore girato è stato un po’ come chiudere i conti con il cinema. Un omaggio ad una malattia, praticamente. Allo stesso tempo un sogno: rielaborare il panorama del cinema italiano come se avesse ancora uno star system in piedi, un divismo possibile. Il protagonista, infatti, Adriano Garavalli è l’unico divo riconosciuto del nostro cinema, un freschissimo 40enne, padre di un ragazzo meno che 20enne.

Assieme al cinema indaghi anche il rapporto tra un padre e un figlio…particolari

Il rapporto tra padre e figlio d’arte era l’altra situazione che volevo approfondire bene. Un figlio che ha più passione di suo padre e un padre che ha meno talento del figlio. Nel mezzo, i “consueti” incastri cui i miei lettori sono affezionati. Tre donne importanti: Marina, Francesca e Sandra. E un altro ragazzo: Andrea.

Ci sono degli autori, dei film delle sequenze che ti hanno ispirato?

Chi l’ha letto ha trovato riferimenti non nel cinema italiano, ma nelle atmosfere e nelle situazioni di Pedro Almodovar. Lo prendo decisamente come un complimento che mi fa molto piacere. Di certo c’è un pathos che guida le scelte dei protagonisti, fa loro ripensare alle rispettive esistenze sempre a un passo dal baratro, in bilico tra blu e grigio, tra felicità e quieta serenità pronta a mutarsi improvvisamente in rimpianto.

Dove è ambientato il libro?

I luoghi sono Roma e la Toscana. In particolar modo Lucca, con “puntate” importanti a Firenze e a Pisa. Lucca è girata in lungo e in largo ed è la location privilegiata del romanzo, questa piccola città contornata da un anello murario che la sospende e la protegge come in una bolla. E’ la Lucca di Palazzo Pfanner e di Piazza Anfiteatro, di gioielli che il turista meno attento rischia di perdersi e che qui il lettore può ritrovare interamente.

Questo libro è anche la tua terza prova narrativa…

L’amore girato arriva in un momento per me importante: intanto un cambio di casa editrice, da Miraggi a La Gru ( in Massimiliano Mistri, direttore editoriale, ho trovato una grande passione per questo mestiere, e tanta tanta competenza ), e poi gli echi costanti delle prime due opere: “Lasciamisenzafiato” e “Volfango dipinto di blu”. Sempre più spesso mi capita di andare nelle scuole a parlare con intere classi che hanno appena letto “Volfango” ( ambientato in un liceo bolognese ) e il confronto con loro è sempre molto emozionante.  Anche “Lasciamisenzafiato” continua a dimostrarmi che un libro non ha età. Uscito due anni e mezzo fa, continua a raccogliere consensi e a portarmi in giro per il Bel Paese. L’ultima presentazione c’è stata la scorsa settimana a Napoli, nel foyer del Teatro Bellini, dove mi ha accompagnato il Gospel Angel Choir, un coro di venti elementi che ha riproposto il clima “musicale” e struggente che si respira nel mio romanzo d’esordio.

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