Rainer Maria Rilke: e invece Qualcuno…

rilke138 anni fa nasceva Rainer Maria Rilke, poeta a cavallo di due mondi e due secoli, poeta di sensibilità mitteleuropea venata però da striature mediterranee da brezze di culture che quei porti lassù tra l’Istria e la Dalmazia da millenni incrociano. Poeta d’animo delicato ma mai decadente, in cui la fragilità dei simboli è come percorsa da una forza silente e pervicace. Come in questa celeberrima poesia dedicata alla caduta autunnale delle foglie, riportata anche da Graham Greene in esergo del suo romanzo Il nocciolo della questione. La ripropongo qui, ritradotta, per questo anniversario.

Le foglie cadono, cadono come da lontano,
come se giardini lontani avvizzissero nei cieli,
cadono ma nel muoversi dicono di no.

E nelle notti la terra, pesante, cade
da tutte le stelle, in solitudine.
Noi tutti cadiamo. Questa mano, qui, cade.

E osserva tutto il resto: è così in ogni cosa.
E invece c’è Uno che questo cadere
con infinita dolcezza nelle sue mani raccoglie.

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