Sole a catinelle: l’irresistibile successo di un non-film

zalonedi Elvio Calderoni

Bene, è passato quasi un mese dalla prima di Sole a catinelle. Siamo a circa 50 milioni di euro. Bisognerà pure fare qualche riflessione. Non sugli incassi, o meglio, non solo su quelli.
Anche se… il pubblico italiano è diventato il peggior pubblico del mondo.

Dunque, diciamolo subito Sole a catinelle è un film non film che indigna. E’ lontano anni luce da qualsiasi idea di cinema, anche di cinema povero, da qualsiasi volontà di corrodere la società con il “politicamente scorretto”: si risolve tutto in due battute subito edulcorate da sorrisi e musiche compiaciute, da panorami ad hoc che non vedevamo dall’epoca di Celentano e Johnny Dorelli. Tutto l’apparato iconografico, in effetti, rimanda a quel cinema (il più brutto della nostra storia), con battute se possibile molto più volgari e una comicità che si sposta dalla situazione al gioco di parole (al calembour tanto per usare una parola che potrebbe arricchire il personaggio Zalone), tirando fuori un repertorio di barzellette ancor più datato.

Per parlare del degrado culturale ci vorrebbe una distanza artistica che il film palesemente non possiede, riuscendo a trascinare, gradino dopo gradino, lo spettatore verso un baratro che già conosce ma del quale si rassicura vedendolo riprodotto sullo schermo. Incredibile, non ci sono altri aggettivi, per la superficialità della caratterizzazione dei personaggi. Per questa esaltazione del basso e del semplice, di cui l’Italia aveva veramente un gran bisogno. Non c’è alcuna distanza che possa far anche lontanamente pensare alla satira. C’è questa maschera attiva, ignorante, che propone, propina e fa stravincere (da notare anche l’happy end romantico, condito dalle migliori canzoni del nostro eroe) un personaggio che, appunto, si identifica con l’attore e lo sceneggiatore.
Avremmo bisogno di portatori di pensiero.
Avremmo bisogno di certificati di spessore.
Avremmo bisogno di punti di riferimento.

Siamo tutti con le ossa rotte, devastate dall’abbassamento del livello in ogni campo, da un “berlusconismo” ancor prima culturale che politico. Ci mancava solo Checco Zalone. E, visto il successo, ebbene sì, citiamolo Nanni Moretti (ma dove sei? Dove sei? Dove sei??): ve lo meritate Checco Zalone (che fa finta di criticarvi).

Indigna il sistema distributivo italiano. Indigna il fatto che i film italiani del 2013, tutti insieme, forse non arriveranno alla cifra incassata dal non film di Nunziante. Indigna, soprattutto, chi crede che questa sia una commedia! Indigna il libretto di circolazione che viene regalato alla volgarità, al turpiloquio gratuito, al semplicismo, al grado zero di pensiero e di cinema.
Complimenti.

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5 pensieri su “Sole a catinelle: l’irresistibile successo di un non-film

  1. Sono sinceramente preoccupato per il numeroso pubblico che è andato a vedere questo film. Non è vero che non c’è di meglio da vedere, purtroppo ci accontentiamo. In serio rischio c’è la dignità di un popolo. Non voglio essere pesante e fuori luogo ma la cultura è la prima fonte di umanità e progresso in una nazione. Se la cultura italianaè questa?!

    • Roberto, credo che il cinema abbia il compito di RIcreare la realtà, quel che fa Zalone è un’ambigua ripetizione priva di qualsiasi creatività. Con l’aggravante di fungere da modello di satira quando la satira è ben altra cosa. Parliamoci chiaro, il film più brutto e nocivo degli ultimi anni. Il pubblico che fa la fila? Be’, non è detto che il gradimento sia alle stelle- Almeno spero!

  2. ma i commenti che ho letto sono stati scritti da persone che hanno guardato il film per poi “farsi grandi” usando paroloni??? non tutti i film hanno lo stesso spessore di “la grande bellezza” ma non per questo vanno declassati! il fatto che si parli di uno dei più ingenti incassi recenti… non è un caso! il pubblico ogni tanto vuole “non” riflettere, ridere semplicemente e se si pensa a ciò che stiamo vivendo… si potrebbe anche capire il bisogno di LEGGEREZZA!!!!!!
    Sono stata al cinema a Piacenza per andare a guardare “sole a catinelle” e mi sono ritrovata sempre al cinema la settimana dopo a Foggia per un altro film e….. la stessa fila che feci 700 km più su la notai nella mia città..almeno stavolta Nord e Sud sembrano vicine… hanno entrambe la voglia di svagarsi e ridere con semplicità senza fare polemiche e trovare il pelo nell’uovo o ancora… paragonare la comicità di 20-30 anni fa a quella di oggi!
    La mia opinione!

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