Le rondini di Montecassino approda sul mercato inglese

swallowsIl romanzo di Helena Janeczek, un’opera corale e potente che convoca attorno alla battaglia di Montecassino le voci di protagonisti, le memorie dei caduti, le vicende di giovani contemporanei, è stato appena tradotto in inglese.

E’ un libro che mantiene per tutta la durata della narrazione – con la forza dell’allusione, dell’associazione paradigmatica, dell’evocazione obliqua – il lettore in bilico tra il “pubblico” della battaglia” e il “privato” delle vicende intime, delle appartenenze a un gruppo o a una famiglia, dei segreti conflitti dell’animo umano che sempre riescono più grandi e commoventi di quello generale.

Non ci sono allora, come appare ovvio già dal primo approccio al testo,  solo movimenti di truppe o strategie vincenti o sconfitte; il nocciolo della narrazione e del modo di tratteggiare i personaggi è soprattutto il senso della resistenza dell’umano a qualsiasi logica si opponga alla vita, una resistenza sempre capace, in ogni momento, di risollevarsi e di cercare di capire di orientarsi tra il non senso che la guerra sfrontatamente impone, perché la vita, la memoria, l’amore dei singoli, riescono a sgusciare via alla morte anche quando il campo di battaglia sembra sancire la fine di tutto.

Qui di seguito vi riproponiamo l’intervista all’autrice giarata a Pordenone in occasione dell’uscita “italiana” del romanzo.

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