Ricordando Alda Merini

alda meriniIn un novembre che invita al ricordo e alla commemorazione è passato un po’ sotto silenzio l’anniversario della morte, nel 2009, di Alda Merini, poetessa di scrittura intensa, paradossale, spiazzante in virtù di versi immediati, taglienti ma capaci di abbandoni mistici e tenerezze. Come quelli che vi riproponiamo accompagnati dal video di un’intervista realizzata qualche tempo fa da Paolo Taggi e riproposta in parte su Tv2000

Io sono la donna di Dio,
Colui che ha baciato le carni
della mia stoltezza
col fuoco del Suo Amore
e le ha rese incandescenti.
Io sono l”amante di Dio,
colei che Lo ama
e che in Lui trasmigra
come una foglia.

In questi versi tratti da Magnificat. Un incontro con Maria cӏ molto di Alda Merini, della sua poesia, della sua vita, della sua follia.
Un talento fuori dall”ordinario, come fuori dell”ordinario è stata la sua esistenza, segnata indubbiamente dagli anni di ricovero in manicomio, ma più ancora dalla sua assetata ricerca di amore (peraltro ben immortalata da Roberto Vecchioni in una canzone dedicata alla poetessa milanese: “ogni amore della vita mia / è cielo è voragine, / è terra che mangio /per vivere ancora”).
Un amore che è insieme sacro e carnale, totale e (forse) fatale. Un amore che è vita, in tutte le sue sfaccettature possibili. In un”intervista di quindici anni fa diceva: “Io la vita l”ho goduta perché mi piace anche l”inferno della vita, e la vita è spesso un inferno. Per me la vita è bella perché l”ho pagata cara”.
E il prezzo dell”amore se è giusto lo puoi scoprire solo alla fine di tutto, solo affidandoti a quel che non comprendi. Come Maria, figura ricorrente e vicina; così la descriveva lei: “È la donna meravigliosamente dotata di intelletto, la grande ascoltatrice, la terra macerata dal dolore che produce molte lacrime e la resurrezione. Dalle lacrime viene questa spinta verso l”alto. Solo raccomandandosi e abbandonandosi in Dio si superano certi abissi. È la donna della donazione assoluta che accetta un figlio che dovrà rendere. Un po” come tutte le madri”.
Quella madre, che alla fine del suo Magnificat potrà dire

Io Dio sono la pace
dei Tuoi Misteri,
ma sono anche colei
che si lascia trafiggere
come una peccatrice.
Sono colei
che paga tutti gli ostacoli,
sono colei
che muore d”amore.
E ho sentito,
nella dolcezza dell”adolescenza,
crescere quella croce
che mi trapassa come un”alba.
Io e Gesù crocifissi, Signore,
siamo lo schianto di Dio.

Annunci

Un pensiero su “Ricordando Alda Merini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...