Esistenze binarie

T-passidi Floriana Simone

Come l’acqua che incontra la roccia, come il vento che sfiora la sabbia, come il sole che scompare nel mare… Capirono che mai nessuno avrebbero amato di più. Il loro amore era differente, condivisione allo stato puro, uno scambio inconsapevole di passioni nascoste, di paure svelate, una continua attesa mai delusa, un pensiero fugace carpito sempre da entrambi, un sogno, il medesimo, ad occhi aperti, da sempre e per sempre… come niente fosse. Avevano spezzato le catene del tempo e dello spazio, lasciato fluire i sensi oltre ogni possibile dimensione.

Erano sposati da anni e sapevano con certezza che si sarebbero amati per sempre. “Non potrei mai amare più di come amo Lei” – “… più di come amo Lui”.

Si erano incontrati per caso in una galleria d’arte; ebbero la necessità di scambiarsi alcune informazioni e da allora furono legati per sempre come un unico elemento in un luogo non luogo dal fascino irresistibile. Scambiarono solo le parole necessarie a comprendere e risolvere quell’equivoco banale, infantile, cui erano abituati da tempo ormai, ma gli sguardi, quelli, non ebbero fine, mai. E pur quando non si trovarono più l’uno dinanzi all’altra, continuarono ad osservarsi, a studiarsi, a contemplarsi.

Lui fu attratto da lei come il mare lo è dalla luna, lei colse quello straordinario magnetismo offrendolo subito al tempo che ne memorizzò i codici legandoli per sempre. Tra i due una scambievole dedizione non lasciava spazio a increspature o illusioni, solo un profondo e comune sentire che nulla mai avrebbe potuto scalfire. Così, quel giorno, svoltarono assieme, proprio dalla parte che li avrebbe proiettati verso una vita che, pur non appartenendogli, dimorava nelle loro menti, ormai da che si erano conosciuti. Entrarono assieme nei meandri di un luogo mai visto che liberava ogni più impercettibile sensazione lasciando entrambi nel vortice di una passione perpetua. Nulla riusciva a subentrare e a distoglierli da loro se non loro stessi, le loro stesse voci e infine il solito, soffocato pianto.

Poi, quotidiane attitudini riprendevano terreno, riportando ogni pensiero al suo posto e riversando fiumi di consuetudine sui loro sogni… Allora lei si rifugiava tra profumi e colori, accarezzando delicatamente petali e foglie come pagine di un interminabile libro; lui lasciava scorrere ad occhi chiusi le setole dei suoi pennelli su una grande tela, ogni giorno diversa, dipingendo anche lo spazio tra esse, nella speranza di raggiungere lei, di nuovo, di rapirla e di condurla per mano in uno dei suoi astratti dipinti. E quando ci riusciva, iniziavano a camminare insieme per quei viali dai colori cangianti, sfuocati che si ponevano a cornice di un idillio, di un miraggio. Gli pareva così possibile definire l’infinito e racchiuderlo in un angolo del suo cuore in attesa. A lei, invece, sembrava di udire l’eco della sua stessa voce risponderle e rassicurarla per l’imminente arrivo di lui e poi il suo calore, quando improvvisamente alle sue spalle, le posava delicatamente le labbra sul collo, stringendola finalmente a sé per un attimo di eternità.

Il loro Amore li cullava dolcemente facendoli naufragare a nulla sarebbe servito soccorrerli, loro volevano continuare a fluttuare e perdersi il più possibile e magari non ritrovare mai la strada del ritorno. Facevano di ogni passione un motivo di simbiosi da cui scaturiva ogni volta uno stato di mimesi emotiva che di due ne faceva uno solo. Quale rara ed esclusiva beatitudine riuscisse a non distruggerli nel momento della separazione, loro non seppero spiegarselo mai. E così trascorreva il tempo, così passavano gli anni…

I loro figli, la loro vita. Ciò sottolineava impropriamente un destino comune, un disegno perfetto che li vedeva sullo stesso binario, che poneva dinanzi a loro un orizzonte comune, un consapevole intento teso al donarsi sino a che ce ne fosse stato bisogno. Quando dopo anni si incontrarono, si ri-videro genitori, si riconobbero uniti e distanti, si lasciarono allontanare in silenzio, scambiandosi sempre e ancora, quello sguardo profondo che penetrando la carne si imponeva al futuro, ancora e per sempre.

Il loro Amore, paradossalmente, salvò i loro matrimoni, non tradirono perché nessuno mai amarono più di lei, più di lui… Perché gli amori impossibili durano in eterno. Così trascorsero la loro esistenza tra realtà e sogno, accanto ai loro moglie e marito, amandosi per sempre. Un solo bacio a sigillo della loro platonica unione, quel giorno di tanti anni prima in cui, di fronte ad un tramonto meraviglioso scambiarono la realtà con la fantasia…

Non si incontrarono più dopo quella volta… Come due esistenze binarie non ebbero mai un punto di incontro, continuarono a cercarsi nelle loro menti, nelle loro passioni, nei loro sogni, nei dipinti, nelle poesie, nella musica e in tutto ciò che stabiliva un ponte e che stringendoli vorticosamente li trascinava verso quell’irrefrenabile desiderio di amare davvero.

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3 pensieri su “Esistenze binarie

  1. l’eros dopo un cammino di purificazione si trasforma alla fine del romanzo in agape nella misura in cui i due si amano realmente e ognuno non cerca più se stesso,la sua gioia ,il suo piacere,ma cerca soprattutto il bene dell’altro..rinunciando a sé in favore dell’altro…Amore allo stato puro…

  2. Commuove davvero il tuo racconto, sembra la sceneggiatura di un bellissimo e nostalgico film d’amore, di quelli che ti fanno uscire dalla sala con un nodo alla gola per la consapevolezza che questo tipo d’amore capita, se capita, una sola volta nella vita e che, davvero, a volte, la felicità perduta può rivivere solo nei nostri sogni… solo nei nostri ricordi.
    Complimenti, Floriana e grazie di questa emozione!

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