Giro di Boa

giovani-gruppodi Floriana Simone

Non vorrei sembrare provocatoria, ma vedo qualcosa di buono, sembra che ci sia qualcosa di migliore. I nostri figli sono i figli di una generazione più tranquilla, già disincantata, più consapevole, più rispettosa dell’ambiente perché inerme ha assistito al suo degrado. Una generazione più autocritica, più apolitica, che non ha problemi a mostrare le sue emozioni, le sue paure, le sue speranze…

Una generazione che crede nella diversità, nel futuro e nella forza di volontà e che non fugge la meritocrazia. Una generazione che si appassiona, che insegue l’Amore perché figlia del divorzio, che si accontenta di poco ma si commuove per molto. Una generazione già abituata a lottare e a sudare per tutto, per un abbraccio materno, per lo studio, per una e più lauree, per il posto di lavoro, per un sorriso paterno, una generazione abituata ad aspettarsi poco e ad apprezzare ogni cosa, a sentire come sua terra ogni luogo nel mondo.

Siamo figli di un cambiamento forte, fratelli dell’informatica, della Tv a colori, zii del cellulare, turisti dello spazio, abituati a continue novità e stravolgimenti. Una generazione che sa costruire giochi e sa anche formattarli, una generazione a più volti che ascolta vinili e masterizza cd. Una generazione che non ha mai dato nulla per scontato e che nel corso dei suoi 30 anni si è plasmata di continuo senza mai dare nell’occhio.

Siamo la generazione dei papà che non si vergognano di cambiare il pannolino, che sanno giocare con i figli e che spesso lavano i piatti, di mamme tutto fare e di donne che hanno imparato a difendersi. Una generazione che cerca la pace e rifiuta le armi. Una generazione che si mette in discussione, che sa che dopo ogni vetta ce n’è sempre una più alta poco più avanti, una generazione che non butta le cicche per terra, che ha imparato a sue spese a distanziarsi dal fumo e da tutto il resto.

Siamo una generazione che parla ai suoi figli senza falsi tabù, capace di edulcorare la pillola e aprire gli occhi sulla realtà. Una generazione che vive di fantasia e che prova sempre a trasformare ogni gesto in una fiaba, e scusate se a 40 anni suonati, in modo infantile, ci emozioniamo ancora davanti ad un vecchio cartone animato, ma è rimanendo un po’ bambini che si può capire chi, ora, bambino lo è davvero. Una generazione che non pretende ma protende, che se vede i suoi figli sul divano non ne rivendica il posto a prescindere…

I figli della nostra generazione “sanno”, hanno già capito tutto e si preparano a cambiare e a salvare quello che rimane del loro mondo, maltrattato, schernito, sfruttato, abusato da chi a loro non ha minimamente pensato. Siamo stati il cambiamento e lo abbiamo subito, ma grazie ad esso abbiamo imparato e compreso ciò che di importante va trasferito ai figli.

Ci penso da molto e, finalmente, per più volte in questi giorni ho assistito al “giro di boa”. Si torna indietro, carichi di esperienze, vogliosi di raggiungere nuovamente lo start e ripartire.

Il testimone è passato a loro: “Correte forte e non fermatevi mai!”

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7 pensieri su “Giro di Boa

  1. Bello quello che scrivi! Mi piace molto questa analisi che guarda alla nostra generazione da molti punti di vista. Un’analisi piena di fiducia, che ci ricorda che siamo noi (insieme a nostri figli) che possiamo cambiare le cose, giorno per giorno… un gesto alla volta. Grazie!

  2. Giuliana Caselli
    Interessante e originale questa tua riflessione, dove “in quel giro di boa” si coglie
    la freschezza insieme alla maturità, l’energia vitale e la consapevolezza degli ostacoli: valori che dalle righe si proiettano verso il lettore… Brava!

  3. Bello, vero, mi ci identifico molto…
    La volontà e la capacità di rinnovarsi, la voglia di rimettersi in gioco ed il guardare al mondo e non solo alla realtà urbana dove si vive è un messaggio vitale ed è la miglior eredità che lasciamo ai nostri figli i quali hanno imparato (o impareranno, a seconda dell’età) che:
    – l’ambiente è prezioso, va salvaguardato perché questo abbiamo, non esiste il cancellino magico che tutto riaggiusta
    – anche il singolo può produrre il cambiamento, la capacità non è legata esclusivamente alle masse
    – l’amore è un progetto di vita, e non pura attrazione sessuale
    – la capacità ed il carisma non si misura con il conto in banca
    – ecc. ecc.
    L’eredità che si ritrovano lascia comunque molto a desiderare, avendo un figlio maggiorenne ho mio malgrado dovuto accettare le accuse.. ma questo fa parte della ruota della vita.
    Per aspera ad astra…

  4. …chiara manifestazione di maturità di pensiero e profondità d’animo…tu scrivi di una generazione…la tua…al di là, io vedo il ritratto che, magistralmente, tu fai di te…il ritratto di chi ha saputo trarre il meglio da situazioni conseguenti ad altrui dolorose scelte…è bello pensare che tutto quello che “provocatoriamente” vedi e sapientemente descrivi, possa essere comune almeno ad una buona parte dei tuoi coetanei…avremmo sicuramente un mondo migliore!! Grande Flory.

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