Il Ministro Bray a ‘Eleggiamo’: “combattiamo per l’eccezione culturale”

il ministro Massimo Bray“Dicono che con 500 milioni di Euro si potrebbe far ripartire la cultura nel nostro Paese, be’, allora questa operazione costa quanto il carrello di un F15”. Alla fine ci ha dato pure il titolo (che però io non uso) il Ministro Massimo Bray chiudendo il suo denso intervento al secondo incontro di “Eleggiamo” promosso da Giovanni Solimine responsabile del Forum per il Libro, l’associazione che alla vigilia delle elezioni aveva chiesto ai candidati di impegnarsi una volta eletti nella promozione della lettura.

Dicevo un intervento denso e soprattutto appassionato, senza concessioni alla retorica, equilibrato, non certo disincantato ma realistico nel delineare progetti che in mancanza di finanziamento rischiano di rimanere nell’iperuranio delle belle idee. Ma eccone una sintesi

Anzitutto ha detto il ministro, ci sono “alcuni parlamentari che si stanno impegnando per una legge a favore delle piccole librerie” e il lavoro sta “procedendo.”. Quello che è indispensabile è “un piano nazionale per la lettura per avvicinare i cittadini realmente. Un piano che dovrà essere articolato in un tempo medio-lungo, probabilmente tre anni.” . La promozione del libro però “non deve concentrarsi solo sui grandi eventi”, ma orientarsi su una “serie di iniziative diverse in ambiti diversi“, con l’obiettivo di “fare rete tra librerie biblioteche, editori”.

Il contesto attuale però non è certo incoraggiante, ha spiegato, prendendo come esempio la scuola e la discussione sulle LIM “quando invece abbiamo a che fare con giovani che oramai “lavorano con i tablet”. E’ questo un segno di come “nella scuola stiamo arrivando in ritardo all’appuntamento con le nuove tecnologie. ” Interessante poi un’altra osservazione al riguardo che si concentra sul dato che”molta editoria scolastica è in mano a sigle straniere, e questo non è un bene, dobbiamo invece combattere per l’eccezione culturale, promuovere la nostra cultura, il nostro patrimonio, le nostre idee, perché se il nostro Paese ha un futuro ce l’ha sui contenuti“.

Ed è qui che si innesta il discorso sull’inevitabilità dell’innovazione, ma che sia sensata e razionale. Non è possibile, ha aggiunto Bray, che il “mio Ministero debba gestire 750 siti: ne nasce praticamente uno al giorno e sono tutti siti orizzontali, siti vetrina che non favoriscono il dialogo e l’interazione con gli utenti”.

Ultimo ma non da meno il tema del diritto d’autore che è – ha concluso il Ministro, “fondamentale” proprio in questo momento storico “così fluido”. “E’ un tema delicato, di cui bisogna discutere insieme per tutelare chi produce cultura”.

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3 pensieri su “Il Ministro Bray a ‘Eleggiamo’: “combattiamo per l’eccezione culturale”

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  2. Un piano nazionale per la lettura, mi permetto di dire, deve partire sommessamente, concretamente dai dati reali:
    “La maggior parte degli italiani (dai 16 ai 65 anni) a stento riesce a comprendere la posologia di un farmaco: il 5% non capisce quanto scritto sul bugiardino. La metà poi, non è in grado di discernere le informazioni su un foglio di istruzioni. E’ il nuovo alfabetismo che avanza e che a differenza di quello classico di chi non sapeva né leggere né scrivere, si è fatto più subdolo: è quello di chi sa leggere, ma non comprende” (indagine Ocse).
    Vogliamo continuare a costruire cattedrali nel deserto?
    Prima di farlo però riflettiamo un momento ancora sulla situazione della scuola:
    “Si stima che sia del 4 per cento l’incidenza dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento rispetto alla popolazione scolastica in Italia… Poiché di Dsa non se ne sapeva molto fino a poco tempo fa, c’è ancora una grande parte di sommerso in questa percentuale, oltre il 2 per cento”. (Giuseppe Aquino, psicologo e membro del consiglio direttivo dell’Aid, Associazione italiana dislessia).
    E gli alunni con bisogni educativi speciali? “Sono circa 1 milione” (SuperAbile.it 11-06-2013).
    Un piano nazionale per la lettura (sia essa “cartacea” o “digitale”) deve partire dalla accessibilità. Deve partire dalla leggibilità. Questi siano gli hashtag, le stelle polari per chiunque voglia fare la cosa giusta per la cultura.
    Lo dico da dislessico compensato: un libro attraente per il soggetto deve esserlo ancora di più per il carattere grafico facilitante. Io l’ho trovato nell’EasyReading, ognuno trovi la sua fonte o il suo font, ma è essenziale.
    Fuor da qualsiasi propaganda, invito a prendere visione sulla rivista Dislessia
    http://www.erickson.it/Riviste/Pagine/Scheda-Numero-Rivista.aspx?ItemId=40414 (Può un font essere uno strumento compensativo per i lettori con dislessia e un font facilitante per tutte le categorie di lettori?)

    massimo rondi

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