Cronaca da “Letti di Notte”

Nettuno letti di Nottedi Elvio Calderoni

La notte del solstizio d’estate è stata salutata, in tutta la nazione, dall’apertura straordinaria di 200 librerie indipendenti, grazie all’iniziativa “Letti di notte“. Non una promozione del prodotto libro, assolutamente, ma una condivisione di parole, righe, pagine, capitoli tra le più care a chi le ha lette.

Se l’editoria è in crisi, non sembra esserlo affatto la passione che pulsa attorno al mondo dei libri,lettori forti e meno forti si appassionano nel rendere un pubblico omaggio a qualcosa, di indefinibile e vago, anche di ondivago, che sembra chiamarsi letteratura.

A volte finiamo un libro e cadiamo in un limbo vuoto che non ci dà la voglia di iniziarne un altro. Spesso, a prescindere dal valore dell’opera che si è appena finita. Anche i lettori più incalliti “bisticciano” con la parola scritta, se ne allontanano, per poi tornarvi, con un po’ d’amaro in bocca per il tempo perduto.

Iniziative come questa fanno togliere l’amaro e mettono l’appetito al primo posto, un appetito costante ( enza tradimenti!) per l’oggetto libro (senza pregiudizi alcuni contro l’e-book), in grado di nutrire e veicolare emozioni che non fatichiamo a definire centrali.

Ieri notte, a Nettuno, complice una luna luminosissima e un clima molto gradevole, circa cento persone si sono avvicendate davanti a un letto piazzato davanti alla libreria più coraggiosa della città e hanno fatto rivivere, volare verso il cielo o indirizzate al cuore dei presenti, parole nuove, nuovissime o di epoche lontane da noi. Un viaggio immaginario intervallato da sprazzi musicali ( la voce a cappella di Flavio Capasso, un talento straordinario, un duetto di violinisti under 11 ) e da anteprime di eventi ( la diciottesima edizione del festival del Videocorto di Nettuno, di cui sono stati annunciati i finalisti e il presidente di giuria, Pino Quartullo ). Risate e brividi per una città che ha costruito, in questa notte, una specie di biblioteca aerea, un booksharing momentaneo, frammenti di vita letteraria che invade, nell’incanto delle stelle e delle buone idee, i sogni di chi sa leggere tra le righe. O le righe stesse.

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