Seamus Heaney e San Kevin: l’immaginazione e la tenerezza

san kevin di glendaloughIl contrasto non potrebbe essere più improbabile, eppure è abbagliante. Di qua il santo,  il braccio teso, la grata, tutto l’armamentario della pura ascesi, del rigore claustrale, ma di là dalla grata nella sua mano, i piccoli implumi, i merli appena nati, il ‘pettuccio’, il piumaggio lieve come una carezza. E la dedizione del santo custodisce quel calore: ora lui si sente parte della ‘vita eterna’ e quindi sa che il suo compito è custodire ciò che esiste e proteggerne la dolcezza.
L’esperienza della tenerezza però sconvolge il suo essere, meglio, lo capovolge in maniera tale, che ora, appresa la lezione, dimentica tutto, se stesso e ciò che lo circonda. Non è più neanche puro dovere, ora è solo un calice che trabocca di mitezza indifesa, come un bambino in carrozzina col suo pelouche.

La poesia San Kevin e il merlo di Seamus Heaney, Nobel per la poesia nel 1995, ovvero quando l’immaginazione incontra la tenerezza

E poi c’era San Kevin e il merlo.
Il Santo è in ginocchio dentro la sua cella
a braccia tese ma la cella è stretta 

Così deve sporgere il palmo irrigidito
come una trave maestra fuori dalla finestra
affinché il merlo vi si posi
per deporre e preparare il nido.

Kevin avverte nel cavo della mano le uova tiepide,
il pettuccio, la testina dal piumaggio ravviato,
i piccoli artigli e, scoprendosi legato
alla rete della vita eterna,

è mosso a pietà: dovrà continuare a tenere la mano tesa
come un ramo fuori nella pioggia e nel sole per settimane
finché la nidiata non uscirà dal guscio per prendere il volo.

*
E siccome l’intera cosa è stata comunque immaginata,
immagina tu d’ essere Kevin. Come ti appare?
Dimentico di se stesso o in agonia perenne

dalla nuca fino agli avambracci doloranti?
Ha le dita indolenzite? Avverte ancora le ginocchia?
Oppure, il vuoto cieco del sottosuolo
s’ è aperto un varco dentro di lui? Vaga lontano con la mente?
Solo e riflesso limpidamente nel profondo fiume dell’amore, “Lavorare e non cercare ricompensa,” questa è la sua preghiera.

Una preghiera del tutto corporale
poiché ha dimenticato se stesso, dimenticato il merlo
e solo, sulla sponda, dimenticato il nome del fiume.

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2 pensieri su “Seamus Heaney e San Kevin: l’immaginazione e la tenerezza

  1. Allora io sono molto fortunata. Dal febbraio 2012, quando a Roma è molto nevicato, sul mio balcone ha preso l’abitudine di venire un passerotto. Sempre gli faccio trovare delle briciole, e, se la mattina arriva prima di me, cinguetta come un ossesso. Poichè è sempre uno alla volta, non so più quanti in effetti sono. I miei 4 nipotini amano molto questa cosa meravigliosa e quando escono sul balcone lo fanno con molta circospezione per non spaventare quel passero solitario, nel caso ci fosse.

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