Di targhe e targhette (tra Usa e Europa…)

alttargadi Elisa Cutulle’

Paese che vai targhe che trovi… chi è stato negli Stati Uniti avrà “forse” ammirato le artistiche targhe automobilistiche meravigliandosi forse della possibilità di averle personalizzate.  Ma dal 2003 questa prassi è arrivata anche in Italia e tanta strada è stata  fatta da quando ci si divertiva ad indovinare la provincia, negli anni precedenti la “rivoluzione” del 1994 quando venne ratificata la prima modifica della numerazione delle targhe. A quel punto le auto “esternamente” erano uguali e non si poteva indovinare più da dove venissero, se non sbirciando nel libretto di circolazione. In Italia, come anche in Spagna, la targa rimane legata al veicolo anche in caso di vendita, una prassi rimediata nel 1999, anche se non obbligatoria. In diversi paesi europei è possibile personalizzare la targa, purché si rimanga entro determinati parametri e si paghi una sopratassa. Così, chi viaggia in Lussemburgo, troverà targhe di soli numeri o combinazione di numeri e lettere. La norma è: o si accetta la targa che il caso “crea” o si decide, pagando una modica cifra, di avere la combinazione preferita. Una targa unica, insomma.

In Germania, per ora, le targhe sono caratterizzate da una doppia combinazione di lettere e numeri. La prima combinazione di lettere è relativa all’area di appartenenza, mentre la seconda combinazione e i numeri sono scelti in modo casuale.  È tuttavia ammessa una piccola variante su lettere e numeri: se la combinazione desiderata non è stata “presa” nella provincia di appartenenza allora è possibile personalizzare con sigle e numeri. Se, però, ci si sposta da una provincia all’altra, è necessario re-immatricolare l’auto ed ottenere un nuovo contrassegno. Non per molto però: al massimo entro il 2014  questo obbligo decadrà e un amburghese che si trasferisce a Colonia potrà mantenere il proprio contrassegno. Si auspica così una riduzione di pregiudizi, burocrazia e costi.

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Un pensiero su “Di targhe e targhette (tra Usa e Europa…)

  1. Una semplice sequenza di numeri o numeri e lettere, una sorta di impronta digitale del mezzo a quattro ruote che ci trasporta di qua e di là, può diventare, non solo una notizia, ma un fatto di costume da raccontare.

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