Torino. Salone del libro 5/ Storie straordinarie tra mondo reale e digitale

copertina multiplayerRealtà in gioco, il concorso lanciato nel giugno 2012 dall’editrice Multiplayer.it è ora una realtà cartacea. Sorprendente? Certamente, se si ha in mente in cosa consiste il progetto.  Nato online sul sito dell’editore ha raccolto 140 racconti realizzati nell’intreccio tra realtà virtuale e vita reale, combinando esperienze vissute e suggestioni esperite tra schermi e pixel fino a sovrapporre il tutto in opere di fantasia capaci di rinfrescare e portare nuovi apporti all’immaginario contemporaneo.

26 di questi racconti pubblicati sul sito sono però sbarcati in volume al Salone del libro di Torino arricchiti dall’apporto di 7 firme prestigiose della narrativa contemporanea, autori ovviamente molto stimolati da questo genere. Il volume con una gustosa copertina vintage è curato e prefato da Luca Crovi

Inoltre ha racolto una definizione di alcuni autori a mo’ di sintesi del rapporto tra realtà e virtuale:

Avoledo “il mio personaggio  è una cosplayer che mette le k dappertutto, una specie di bimbominkia. Credo che  il virtuale stia diventando un possibile lavoro: uno di noi potrebbe fare il pilota di droni e sedendo in poltrona potrebbe uccidere un terrorista a chilometri di distanza; un domani un bambino potrebbe mandare avanti una fabbrica: il confine tra gioco e realtà finirà per perdersi”

Paolo Roversi “ho scritto un racconto truce e noir in cui il protagonista si immedesima in pacman fino a confondere mondo parallelo e reale. Ma il lettore se ne accorge solo alla fine.”

Alessandra Contin “la mia versione di Mario è un monologo comico in cui si legge cosa il mitico  idraulico pensa del mondo, lamentandosi tra l’altro della sua unforme ‘da sfigato’ dei Village people’”

Roberto Recchioni ”oramai non riflettiamo più sulle barriere tra vita digitale e vita reale. Basti pensare che posso sapere esattamente cosa mangiano a colazione persone che non conosco minimamente. Su un diario di facebook ciascuno può generare storie”

Massimo Gardella “un tempo pensavo che sarebbe stato bello scrivere un romanzo e vederne tratto un film, ora dico che mi piacerebbe di più scrivere un libro e vederlo giocato”

Simone Sarasso: “alle origini dei videogame proiettavi la tua immaginazione sui 4 pixel che ti vedevi davanti. Poi, il salto con l’interazione con l’immaginario è stato devastante. Sarebbe interessante fare archeologia nerd e studiare che tipo di attitudine abbia poi generato storie”

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