Padre Castelli e la sua letteratura dell’inquietudine

padre Castelli riceve il premio BonuraE’ passato nell’eternità, oggi, padre Ferdinando Castelli, 93 anni, gesuita, letterato finissimo, autore di saggi e volumi in cui ha tracciato con sobrietà, eleganza e profondità di analisi il rapporto tra letteratura e spiritualità, scrittura e Dio. Nel ricordarlo ripropongo questa intervista che mi ha concesso nel maggio scorso al Salone di Torino

“L’uomo è condannato all’assoluto. Quando accantona o nega questa dimensione diventa alienato, sbandato e nostalgico. La letteratura quindi non è mai solo questione di forma, lo è anche ma è soprattutto scoperta dell’abisso che è nell’autore e in noi. Ma questa scoperta non ci rende tristi, piuttosto ci fa amare di più la vita e ci allarga il cuore alla comprensione degli altri.”

Con queste parole padre Ferdinando Castelli, scrittore e critico de la Civiltà cattolica, ha sintetizzato il senso del suo lavoro sulla letteratura che persegue da decenni e che tra l’altro gli ha fruttato il Premio Giuseppe Bonura per la critica militate assegnatogli ieri dal quotidiano Avvenire nell’ambito del Salone del Libro

“Allo stesso modo la critica è autentica – ha proseguito padre Castelli – quando ha il coraggio di leggere l’uomo nelle sue componenti essenziali, eterne. Analizzare l’uomo nella sua realtà concreta ci porta automaticamente a scoprire un desiderio una sete di andare oltre. Baudelaire diceva che il mondo è una selva di simboli,’ entrateci e cercate di capire quale è il simbolo che vi porta altrove’ e Verlaine aggiungeva ‘occorre mettersi in marcia verso l’oltre verso altri cieli e altri amori’ . Con questo spirito noi dobbiamo guardare dentro l’uomo”

Forte delle sue 93 primavere padre Castelli non ha perso la voglia di guardare al domani di lanciare proposte, anche paradossali “Dovremmo fare una crociata a favore di una letteratura dell’inquietudine – ha concluso – perché io non voglio scrittori che dicano cose belle e devote ma che diano inquetudine teologica, profonda, agostiniana…Due nomi del recente passato: Pomilio e Chiusano, tra gli autori di oggi Veladiano, Zaccuri.

Qui di seguito la sua intervista

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