Torino. Salone del Libro 1/ Maria Carla Fruttero: Io, papà e Pinocchio

la mia vita con papàLa mia vita con papà non è il solito libro biografico a carattere familiare. E’ una cronaca fragrante, lieve, ironica e autentica di un rapporto profondo, di una vita che padre e figlia hanno condiviso e che si svela nei momenti più intimi come nelle cose più o meno grandi della vita cui lo scrittore dona un alone particolare, il fascino di qualcosa che si può raccontare, che cresce in valore e significatività. E poi, racconta Maria Carla Fruttero, c’è il “fatto che questa intimità tra me e lui è iniziata con le storie, con la lettura ad alta voce: Calvino, le sue Fiabe Italiane, tutte, anche quelle come Giovannin senza paura che invece di paura me ne metteva tanta. E papà poi era bravissimo a interpretarla a farmi sentire, toccare con mano, la storia che leggeva, gli umori dei personaggi”.

Carlo Fruttero è stato un padre amorevole, un padre complice, come quando, ricorda Carla, le “preparava i toast con le alici. Ci teneva molto a fare per noi cose concrete, a  essere padre in tutto”.
Il segreto del suo successo, come metà della mela Fruttero&Lucentini, sta per Carla proprio nella capacità di Fruttero di essere autentico: “nelle descrizioni, nel modo di raccontare, nelle illustrazioni della città così come nella psicologia dei personaggi il suo scrivere profumava aveva il sapore del vero: la gente sentiva e sente che quella era la realtà.” E lui, Carlo, aveva un senso di responsabilità tale nei confronti della scrittura che quando era il momento di scrivere si “ritirava nella sua stanza in silenzio, come un sacerdote e lì non lo disturbava nessuno. Non perdeva il suo umore e la sua affabilità, ma lì dentro era il suo regno, erano i suoi momenti”.

Una passione, l’ennesima che Carla mi racconta è quella del padre per Collodi e per Pinocchio, una copia del quale amorevolmente lei ha deposto vicino alla salma nella bara. Perché il binomio Fruttero-Pinocchio è durato proprio tutta la vita. “Le mie prime esperienze – conclude Carla – mio papà me le faceva sempre rivivere e filtrare alla luce del romanzo di Collodi: le bugie erano il naso che cresce a dismisura, le marachelle da bambina mi proiettavano davanti l’immagine del paese dei balocchi e dei bambini che diventano ciuchini, però c’era anche sempre l’idea della fata buona, di qualcuno che poteva sollevarmi dalle fatiche. Ogni momento della mia vita da bambina è stato vissuto alla luce di Pinocchio. Una luce capace di andare anche al di là della morte.

Maria Carla Fruttero
La mia vita con papà
Mondadori
pagg. 260  Euro 18

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Un pensiero su “Torino. Salone del Libro 1/ Maria Carla Fruttero: Io, papà e Pinocchio

  1. Toccante di gentilezza, di mitezza la voce di Carla si intreccia a quella tua nell’alternarsi delle sue frasi al tuo commento. Una concreta grazia di condurre all’incontro con la lettura.
    Grazie.
    rosaturca

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