“Nel paese delle Fiabe” arriva in Toscana

il paese delle fiabeQuesto è il testo di un articolo sul libro Nel paese delle Fiabe uscito recentemente sul settimanale Toscana Oggi. Lo ripropongo qui anche come ringraziamento per la Redazione

Situate in un luogo senza tempo e coordinate geografiche che non siano un orizzonte smisurato o spazi memorabili, iperbolici – sempre con la lettera maiuscola: il Bosco, il Mare, il Castello, la Casa – le fiabe proprio per questo sono “dovunque a casa propria” come scrivevano i Grimm nella prefazione alla seconda edizione della loro raccolta, e trovano riscontri concreti anche nel nostro quotidiano. Sì perché il paese delle fiabe esiste non solo nell’immaginazione fantastica ma si perpetua nei desideri, nelle azioni, nelle opere di tanti anonimi interpreti.

Partendo da Hanau, luogo natale dei due Grimm – dove sulla piazza troneggia il loro monumento che venne costruito anche grazie alle generose donazioni di tanti cittadini apapssionati – ho avuto l’opportunità di incontrare anzitutto un “Wandergeselle”, cioè uno dei circa mille artigiani tirocinanti che per tre anni e un giorno girano per botteghe come apprendisti. Appartengono a delle Gilde fondate nel medioevo, sono vestiti con una pittoresca divisa di velluto a coste con in testa una bombetta alla Stan Laurel, sono felici e spensierati e aperti alle possibilità che un incontro, fiabescamente, cambi la loro vita professionale.
A Francoforte c’è poi un sarto italiano, che come tanti colleghi delle fiabe ha trovato un locale grazie al misterioso dono di uno sconosciuto e ora è talmente noto in città che gli hanno chiesto una sera di rammendare l’abito di scena di Geraldine Chaplin. Poco più a nord, a Kassel, dove i Grimm sono stati bibliotecari e segretari del Landgraf , c’è il loro museo dove arrivano tutte le traduzioni delle fiabe in oltre 100 lingue: l’ultima, mi ha spiegato Bernard lauer, il titolare, viene dalla Cecenia.

Perdendosi nelle campagna tra Alsfeld e Marburgo capita di incontrare in una casina stile Hansel e Gretel una coppia di Grimm redivivi: Ewald e Ulrich, il primo psicanalista, il secondo scrittore per ragazzi: hanno costituito un sodalizio per indagare sull’immaginazione dei giovani ma soprattutto si vestono a tono: Ewald indossa una tunica e ostenta una lunga, sacrale barba bianca, l’altro con la sua camiciola color sottobosco potrebbe essere stato dipinto da Durer. L’incontro avviene, ovviamente, a lume di candela in una sala dove troneggia un pianoforte a coda. La sospensione dal tempo è assicurata. E infine Brema, dove volevano arrivare i musicanti: asino, cane, gatto e gallo, immortalati in bronzo nella piazza del Duomo. E ci sono musicanti anche oggi, un gruppo di ragazzi che come i protagonisti della fiaba, sono stati scacciati dalla loro precedente dimora e hanno trovato asilo in un vecchio ufficio doganale alle porte dell’abitato. Bene, in pochi anni questo luogo è diventato il punto di ritrovo, con sala prove e concerti per i migliori talenti della città.
Come vedete non solo sono ovunque come a casa propria, ma le fiabe, talvolta, diventano vere…

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2 pensieri su ““Nel paese delle Fiabe” arriva in Toscana

  1. Sono proprio contenta per questo articolo, tanto più visto che sono toscana.. E se l’autore capitasse prima o poi qua da noi, sarebbe bello aver l’occasione di sentirlo parlare del suo libro e del mondo delle fiabe… :)))

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