L’albero reale, l’albero immaginato

936435_235828856559582_648146210_nQuesta mattina, camminando nel cortile del condominio dove abita mia madre,  mi ha rincuorato constatare la lussureggiante gemmazione dell’abete che avevo piantato in quell’aiuola esattamente 30 anni fa, il giorno dopo l’Epifania.  All’epoca era alto meno di due metri e per quindici giorni aveva sorretto con i suoi rami le decorazioni di un Natale particolarmente felice e spensierato. Aveva sopportato ganci e gancetti, fili elettrici, intermittenze. Poi nel tempo è cresciuto, gemmando puntualmente ogni primavera, tanto che ora sfida le finestre del secondo piano di uno dei palazzi del complesso.
E’ arrivata un po’ in ritardo la gemmazione quest’anno, un ritardo che mi aveva fatto temere un decadimento, come se alberi che sfidano i secoli nei boschi pagassero il dazio alla vita di città, ad un’aiuola certo meno fertile dell’humus montano, alla mancanza di compagnia di suoi simili.

Ma soprattutto mi ha colpito l’idea che io legassi parte della vita e i suoi ritmi all’albero, che io trasmettessi ora alla pianta la malinconia del tempo che passa, il timore di una malattia, di una sofferenza. Per fortuna, in casi come questi viene in soccorso la parola del poeta , in questo caso l’incipit tenero e virile assieme di una delle lezioni che Seamus Heaney tenne ad Oxford dalla sua cattedra di poesia.
“Nel 1939, l’anno che Patrick kavanagh arivò a Dublino, una mia zia piantò una castagna in un vasetto di marmellata. Quando cominciò a schiudersi la zia ruppe il vasetto, fece una buca e trapiantò la piantina sotto una siepe davanti a casa. Col passare degli anni, la pianta divenne un alberello che crebbe sempre più alto sopra la siepe di bossi. E col passare degli anni cominciai a identificare la mia vita con quella del castagno”
Heaney specifica di essersi affezionato particolarmente a quel castagno perché, a differenza delle altre piante, quell’albero era giovane e stava crescendo assieme a lui: “era seguìto proprio come noi bambini – spiega – affettuosamente e continuamente”.

E’ questa certezza di uno sguardo che ci accompagna benevolo che il poeta in erba trasmette al castagno e l’identificazione contiene in sé anche e soprattutto un’apertura di condivisione, un senso di vita comune. E’ un sentimento che permane e che sfida qualsiasi avversità, qualsiasi destino avverso.

Infatti quando l’albero venne abbattuto dai successivi proprietari della casa che nel frattempo la sua famiglia aveva lasciato, Heaney dice sì di aver sofferto, ma confessa allo stesso tempo di aver elaborato un altro sentimento

“Nella mente lo vedevo come una sorta di vuoto luminoso, una perturbazione e un tremolio di luce, e ancora una volta, in modi che mi è difficile definire,  ho cominciato a identificarmi con quello spazio, proprio come in passato mi ero identificato con l’albero”.

Ecco allora come la poesia vince la sfida contro il vuoto e contro il nulla. Continuando ad alimentare la persona attraverso l’immaginazione, talmente forte ed esigente da rendere reale un’assenza. E non è frustrazione o mancanza di senso di realtà; è invece la lucida e perfetta identificazione di ciò che è alla radice, di ciò che genera un desiderio di essere, di rimanere. Tanto che Heaney conclude così il suo ragionamento:
“ Il nuovo luogo era tutto idea, forse, un luogo immaginato, anche se può essere collocato in un punto preciso: un paradiso senza luogo, piuttosto che un luogo paradisiaco.”

E’ il desiderio talmente forte, talmente umano e così genuinamente espresso a reclamare la sua porzione di realtà, anche quando non si vede e sembra assenza.

Frattanto il mio abete, ne ho appena toccato i germogli, sembra ancora godere di ottima salute…

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2 pensieri su “L’albero reale, l’albero immaginato

  1. Molto bella questa riflessione suscitata da uno sguardo, fugace e attento a un tempo, sui rami di un abete. E così significativa quella prima apprensione e poi il sollievo nel constatare che scorre ancora linfa, vita in quel tronco fin sulla sua cima. Perché alla fine è quella che desideriamo profondamente, la vita che si sviluppa e cresce sotto lo sguardo premuroso di qualcuno.

  2. Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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