Questi sono i book blog . Parola di eFFe

I book blog di eFFeUn luogo culturale, uno spazio geografico immateriale ma vivo, popolato di scambi che non solo assomigliano alla vita ma ne sono quasi un’integrazione, un pendant in costante  rapporto di osmosi con parole, frequentazioni incontri dell’altro spazio, quello fisico, probabilmente in nulla più reale di quello digitale.

Il libro di eFFe i Book blog – rigorosamente in formato digitale e i cui proventi andranno a beneficio dell’Associazione Toscana contro i Tumori – non è esattamente una guida a questo ‘luogo’, né un pamphlet anche se spesso ne condivide i toni appassionati, ma è di fatto il documento di una sensibilità che continueremo a chiamare liquida, in progress e via dicendo, ma che sicuramente ha tutte le carte in regola per presentarsi per quello che è: uno spazio dove si fa cultura, dove si condividono idee, sensibilità, pensieri, concetti. Una qualità, questa, che eFFe rivendica con orgoglio, criticando l’atteggiamento di supponente degnazione espresso da certo establishment culturale.

Due sono gli elementi fondamentali di un lit blog che eFFe doviziosamente precisa. Anzitutto la richiesta di trasparenza: chi scrive, recensisce, commenta testi altrui deve dichiararsi, essere trasparente con il lettore, non mentire su eventuali rapporti con l’autore di cui si sta occupando o con questo o quell’ufficio stampa. Deve cioè tendere credibilmente all’impossibile utopia dell’imparzialità. Solo in questo modo potrà acquisire credibilità presso l’utente e far crescere così il proprio blog.

Secondo: il bisogno di intensità. Chi scrive su un blog letterario, ma ovviamente non solo, deve giocarsi oltre che in trasparenza anche in impegno culturale. Esprimersi per quello che veramente si è significa anche lasciarsi coinvolgere al massimo grado nel testo con vigore intellettuale e forza espressiva. Oltre che vero il contatto digitale deve essere caldo, vibrante, intenso per l’appunto.

Chiudo con una breve nota personale: conosco e stimo personalmente eFFe e quindi ho già adempiuto alla richiesta di trasparenza espressa dall’autore e da me condivisa. Aggiungo un ‘esperienza anche reale, , o melgio, compiuta nello spazio della fisicità un paio d’anni fa a Bologna.  In occasione di un altro testo importante come la lettura digitale e il web – in quel caso curato da eFFe – ebbi modo di intervistare alcuni blogger sulla vexata quaestio dell’autorevolezza on line.

Gli intervistati ammettevano di fidarsi maggiormente di altri blogger come recensori rispetto a critici paludati  accademici. Questo però nell’ambito della letteratura contemporanea. Se si andava sui classici o su testi meno noti faceva più fede per loro  il cursus dell’estensore. Dietro questa posizione si legge a parer mio la vera prossima sfida dei book blogger. Se basti cioè ampliare in orizzontale la competenza “contemporanea” inter pares  o se sia il caso di declinare trasparenza e credibilità nel senso di formazione di un proprio curriculum personale dal taglio più scientifico, approfondendo “tecnicamente” la propria passione. Insomma se un book blogger vuol  scrivere di Petrarca non basta la propria sensibilità o la propria personale maturità intellettuale  ma non c’è neanche bisogno di essere un Contini redivivo. Forse basta semplicemente avere un curriculum ad hoc ed elencare un po’ di testi personalmente sudati e studiati. Ma in questo modo il blog diverrebbe un’altra cosa? La questione è per l’appunto  aperta, apertissima.

 

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