L’indirizzo musicale

 musica a scuoladi Elvio Calderoni

Forse non è a tutti chiara una possibilità che viene data a tutti gli studenti dagli 11 ai 14 anni, in Italia, e cioè, quella di iscriversi ad una scuola media ad indirizzo musicale, in cui, oltre alle materie “normali”, si studiano flauto traverso, violino, chitarra, pianoforte e tanti altri strumenti musicali.
Praticamente, accade che la classe a indirizzo musicale, abbia nel curricolo tre ore in più rispetto agli alunni che non sono iscritti a questo tipo di indirizzo, nelle quali sono previste lezioni per piccoli gruppi ( che spesso diventano individuali ), oltre alla lezione d’orchestra, ovvero la musica d’insieme.

Anni fa entrai, di ruolo, nella mia scuola e un mio collega, neo-immesso in ruolo come me, mi chiese, il primo giorno: “Perchè questa scuola non è a indirizzo musicale?”. Non seppi cosa rispondergli, all’epoca nemmeno sapevo di questa straordinaria potenzialità. Grazie a lui, Pietro Blumetti, illustre compositore e docente di pianoforte, la mia scuola è diventata “musicale”. Lui è andato via l’anno dopo, proprio quando l’indirizzo musicale si è compiuto.
Un miracolo. Vedere una scuola trasudare di note da un’aula all’altra, origliare accordi, decifrare brani, prove d’orchestra, assoli, tensioni per saggi, emozioni per spettacoli. Assistere ai passi in avanti di questi 29 ragazzi ( la prima, ad indirizzo musicale, dove insegno lettere, quest’anno ) è meraviglioso: accompagnare il loro percorso, dapprima tentennante, poi via via meno incerto, quasi sicuro, e sicuramente fiero del proprio strumento, della propria “specialità” è una bellissima esperienza. Curvare il programma in senso musicale ( il melodramma, l’analisi dei testi delle canzoni, sottofondi adeguati ai temi in classe ) mi viene altrettanto naturale e vederli quando si uniscono, con i loro leggii, le partiture personali, disposti a semicerchio, come una vera orchestra, è quasi commovente. Somiglia un po’ a “quant’è bella la scuola quando è bella”.

Non finirò mai di ringraziare quel mio ex collega ( tuttora amico ) per quella domanda, grazie alla quale le scuole medie non ad indirizzo musicale sembravano quasi un’anomalia. Oggi abbiamo piogge di richieste di iscrizioni ed è sempre più difficile accontentare tutti ( va detto che la scuola sorge in un territorio quasi del tutto privo di tradizioni musicali, senza Conservatorio e dove il vicino liceo musicale è neonato ), i corridoi e le aule sono pieni di suoni, di diesis e bemolle, di scale cromatiche, emissioni di fiato, archetti, arpeggi e barrè.

Crescere in questo modo è crescere nel bello. E, anche in Italia, si può fare!

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6 pensieri su “L’indirizzo musicale

  1. Sono delle grandi opportunità le scuole medie ad indirizzo musicale. Negli anni nei quali i ragazzi orientano sempre più i loro interessi e imparano a conoscere più in profondità se stessi attraverso le esperienze, si scoprono talvolta nuovi talenti. Ma anche senza questi esiti, ciò che è importante è l’educazione al Bello, che ci rende sempre comunque migliori.

  2. il problema è: cosa faranno gli alunni dopo i tre anni delle medie? Non esiste una continuità. dovremmo batterci affinchè anche in Italia, come altri paesi europei, l’insegnamento di uno strumento cominciasse dalla scuola elementare per arrivare al liceo.

  3. Mi dispiace soltanto che non si dà la possibilità di imparare e di insegnare tutti gli strumenti musicali….come dici nell’articolo si dà la possibilità di imparare il flauto.il violino,chitarra e pianoforte….questi sono gli strumenti in maggioranza mentre tutti gli altri in minoranza …..mentre degli altri inesistenti..sono diplomato in trombone,faccio supplenze di ed.mus..,sostegno e tromba(senza la possibilità di abilitarsi vedi prova con la tromba)quindi il trombone non esiste per dirne uno….morale e scusami lo sfogo se vuoi studiare uno strumento musicale ti devi accontentare di quello che offre la tua scuole…quindi quale possibilità….buona domenica….

    • Grazie Daniele per il giustificatissimo sfogo. Interpretando il pensiero di Elvio direi che il suo pezzo inquadra il versante, come dire, ottimistico della condizione dell’educazione musiciale che sappiamo bene quanto lascia desiderare nel nostro Paese. Soffermandosi sugli anni più “verdi” come quelli delle media penso che la valorizzazione di una prima alfabetizzazione in un paese in cui dalla iforma gentile in poi la musica è stata considerata come una ‘tecnica’ e non un mezzo di crescita culturale, è già qualcosa avere quantomeno un ventaglio, seppur ristretto, di possibilità di incontro…

  4. Rispondo volentieri a Daniele: è chiaro che in un territorio come il nostro, privo di cultura musicale o di tradizioni radicate, si è scelto di cominciare con gli strumenti più “gettonati”. Stiamo chiedendo il raddoppio della cattedra al Ministero da anni, con altri strumenti ( Clarinetto, percussioni, sassofono, tanto per citartene qualcuno ), ma, nonostante l’alto numero di richieste, il diniego è reiterato! Concordo con Antonio circa il proseguimento degli studi: l’ideale sarebbe che ogni liceo potesse usufruire dell’indirizzo musicale, esattamente come per le medie. Noi siamo fortunati perché a 2 chilometri dalla nostra scuola c’è uno dei tre licei musicali della regione, per cui, nel nostro caso, non si tratterebbe di una parentesi ma di un segmento di competenze assai ricco e variegato. Il problema di un paese, l’Italia, che non mette la musica al primo posto nei programmi scolastici, permane. Ma la possibilità c’è eccome!

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