La moglie

strada di paesedi Marco Maresca

Gennaro è un pezzo d’uomo, pure se è un uomo solo. Ha fatto tre figli con una donna che non c’è più. Ha un corpo massiccio, ingombrante, di quelli che imbarazzano gli altri uomini e rassicurano le donne. Gennaro è un uomo solo, ma detesta sentirsi dire che per quanto è grosso basta a se stesso.

A vederlo passare, qui seduti al bar, pare impossibile immaginare che abbia, come ha, dei figli con una statura tanto diversa dalla sua. Eppure, come gli somigliano quei tre farabutti!

Ciro manda giù un altro sorso di birra e comincia a ridere. Nessuna donna può essere stata sotto di lui, e quindi i figli se li è fatti da solo – dice. Mentre lo ascolto, nel fondo opaco del mio bicchiere vuoto vedo Gennaro che cammina davanti all’Oratorio di San Nicola e vedo questi tre figli che si staccano da lui camminandogli affianco. Non parlare male di Gennaro – dice qualcuno.

Eppure una donna c’è stata, tanto tempo fa. Tutti la ricordano. Il suo corpo era solido e figlio dei campi. Rideva poco, perché le nostre donne, all’epoca, avevano pochi motivi per ridere. Maria partorì due figli nel tempo di due anni. L’anno seguente, mettendo al mondo il terzo, portò in casa il suo tradimento. Morì che il bambino non aveva ancora pianto alla vita.

E’ strano pensare ai tre bambini, e ai tre ragazzi, e ai tre uomini, e saperli non aver conosciuto la donna che li ha fatti, quella che si è annientata per loro, prima a poco a poco, e poi tutta insieme.

Gennaro li ha cresciuti da solo. E mi viene da piangere a pensare che il modo di alzare le spalle dei tre figli è lo stesso che aveva Maria, e che Gennaro, forse, ha trattenuto le lacrime tutte le volte che li ha visti alzare le spalle. Nessuno di loro, comunque, sa di avere nel corpo il corpo della madre, quel corpo che saziava il padre tanto era pieno di vita e di campi.

Me li ricordo, tutti e quattro, passare davanti al bar con le cassette di pomodori maturi, o sull’ape, due dentro e due fuori, di ritorno dai campi. Se erano a piedi, il padre era sempre davanti e i tre a seguire, seri. Se erano sull’ape, il padre era alla guida col figlio grande, e gli altri a tenere zappe e rastrelli, e a guardare, seri, noialtri al bar.

Negli occhi del padre, però, c’era sempre Maria. Maria che alzava le spalle e l’aspettava in cucina, che gli parlava e che lo ascoltava, e che era la prima e l’ultima cosa che vedeva ogni santo giorno. Maria, che gli aveva dato tre figli e per questo era morta.

Ormai Gennaro passa sempre da solo davanti al bar. I suoi figli sono uomini fatti e vanno portando per il mondo un po’ del loro padre e un po’ della loro madre. Qualche volta si ferma dal tabaccaio per comprare le sigarette. Qualche volta ripensa a Salvatore, il barbiere, perché da quando non c’è più la sua bottega ha smesso di avere la faccia rasata e i capelli in ordine. Salvatore era l’unico che lo capiva – dice qualcuno. A parte la moglie – dice qualcun altro.

 

 

 

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