Fiera di Bologna: quei ragazzi che leggono, nonostante tutto

bologna 2013Piccoli segnali ma che colpiscono al cuore i luoghi comuni o quantomeno si insinuano nella loro molle ovvietà, la stessa che a prima vista parrebbe una scorza imperforabile. Dice: i nuovi dispositivi elettronici, la multimedialità, i videogiochi distraggono in nostri ragazzi dalla lettura , anzi la penalizzeranno irreparabilmente, andando a distruggere addirittura le capacità di ragionamento. Forse sarà vero ma intanto i dati dicono (anche) altro: Dal 2007 al 2012, proprio il quinquennio in cui la dimensione “social” ha definitivamente conquistato le nostre vite, la lettura di libri tra i bambini che vanno dai 6 ai 10 anni è cresciuta del 22,0%;, tra gli adolescenti (11-14 anni) del 2,2%; di un buon 2,7% tra quelli che si avvicinano alla maggiore età (14-17) e ha mantenuto il segno positivo anche dai 18 ai 19 (+0,3%)

“Sono risultati sorprendenti – spiega il rapporto “Leggere in futuro”, presentato alla fiera di Bologna e realizzato dall’AIE – tanto più in un contesto di generale assenza di politiche organiche e sistematiche di

intervento nella promozione della lettura”. E sono elementi da tenere in profonda considerazione visto che la fascia d’età considerata costituisce realmente il parametro di quelli che saranno i lettori dei prossimi anni, se non decenni.

E ancora, l’immagine culturale del nostro paese all’estero è in declino, si investe pochissimo in cultura, e quello che esportiamo è solo il tradizionale vanto del made in Italy, cucina, abbigliamento, scarpe e intanto i cervelli fuggono all’estero. Ma all’estero in realtà si legge molto più “italiano”: e anche qui ci confortano in numeri “Mentre – continua il rapporto – l’acquisto di diritti si mantiene tutto sommato in linea con i valori degli anni precedenti (nel 2001 erano 1.250, nel 2005 erano 1.369, nel 2011 erano stati 1.170) aumenta esponenzialmente il numero di titoli venduti all’estero (nel 2001 erano 482, nel 2005 468 e nel 2011 arrivano a 1.872). Il 2007 sembra essere il punto di svolta, l’anno a partire dal quale comincia un trend di crescita che non si è ancora invertito ed è anche l’anno in cui è stata organizzata la prima missione di operatori professionali italiani alla Fiera del libro di Pechino, frutto della collaborazione tra Associazione italiana editori e Ice.

E allora forse basta poco, costanza, presenza là dove si presentano occasioni – fiere internazionali, mercati da raggiungere – e cura e attenzione alla famiglia, perché se i più piccoli crescono in un ambiente favorevole all’approfondimento, al racconto, all’analisi, allora rimarranno lettori se non fortissimi quantomeno interessati a guardarsi intorno con l’ausilio di un testo, cartaceo o digitale che sia.

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2 pensieri su “Fiera di Bologna: quei ragazzi che leggono, nonostante tutto

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