Il 14 febbraio

 14febdi Paolo Marcacci

Ovunque, sin dalla mattina, sin dall’ingresso nel bar dove fece colazione sgomitando tra scatole di cioccolatini in bella evidenza e confezionate con più nastri e coccarde del solito, il trionfo dell’amore istituzionale che la tv avrebbe celebrato a sera con una serie di proposte cinematografiche a tema, ingigantì la sua solitudine: cominciò a sentirsi trasparente, più che solo; repellente, più che anonimo, mentre passava davanti al liceo che stava a pochi passi da casa sua. Le coppiette si baciavano scambiandosi pacchettini colorati, alcune ragazzine fantasticavano con le amiche parlando dell’uscita serale con i rispettivi ragazzi; persino le mamme, magari con una punta d’ironia, parlavano di come avrebbero trascorso la serata con mariti e compagni e della considerazione che questi ultimi avevano per la ricorrenza.

Persino al supermercato la disposizione di alcuni generi negli scaffali aveva subito un cambiamento: cuoricini, profili di coppiette stilizzate, lune d’argento e stelline ovunque, per non parlare di tutti i baci, dall’impronta rossa o fatti di cioccolato e avvolti nella stagnola, che sembravano indicargli il percorso fino alla cassa come le molliche di pollicino. Se ne sentì quasi perseguitato, soprattutto perché neppure uno gliene spettava, rifletté con rassegnazione.

Il telegiornale all’ora di pranzo non lo trattò meglio: servizi su servizi  a base di sorrisi, spezzoni di film romantici, interviste a coppiette sorprese a baciarsi per strada, i lucchetti che a Ponte Milvio rinascono eterni dopo la rimozione forzata, i menù a tema dei ristoranti che ritoccano i prezzi per l’occasione…

A sera, dopo tutta una giornata trascorsa ad evitare la presenza della stramaledetta festa che una tradizione gli aveva scippato fin dall’infanzia, cominciò a pensare al giorno seguente, alla vita che ricominciava senza simbologie oppressive e a tutte le incombenze della quotidianità che in certe occasioni ci appaiono persino piacevoli.

Erano ormai sei anni che lei se n’era andata, eppure il giorno dell’onomastico continuava a pesare come un macigno, per Valentino.

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