Scoppiare a ridere

risata_albertosordidi Andrea Monda

A scuola venivo spesso rimproverato perché scoppiavo a ridere, fragorosamente, disturbando la lezione. Il punto è che non riuscivo a trattenermi. Ma perché, voi ci riuscite? Se Camus aveva ragione nel ricordarci che “l’uomo è colui che trattiene”, allora all’epoca io ero una bestia. La scuola in questo è terribile, il classico luogo così strutturato che imponendoti un comportamento sobrio e controllato (perché?) provoca inevitabilmente verso la trasgressione e pone le condizioni ad hoc per non resistere a compiere l’atto proibito; spesso finiamo per ridere proprio perché la situazione in cui ci si trova è tale per cui il ridere è interdetto.

Il punto è che il riso arriva senza preavviso. Da dove nasce? E perché? Ci sono intere biblioteche scritte per cercare di rispondere a questi profondi misteri. Mi ha sempre colpito la battuta di quel geniale umorista di Chesterton che intravede nel riso la cifra inconfondibile dell’essere umano: “solo, fra tutti  gli animali, l’uomo è scosso  dalla benefica follia del riso; quasi avesse afferrato qualche  segreto di una più vera forma dell’universo e lo volesse celare all’universo stesso.”

Non aggiungerò quindi anche la mia spiegazione (anche perché non ce l’ho). Però posso aggiungere un’altra immagine che ho ricevuto dalla lettura di un romanzo, proprio ieri.  Il romanzo è Gilead di Marilynne Robinson (Einaudi), che consiglio, anche se ancora sono fermo alle prime 60 pagine. Quasi in apertura trovo questa scena che qui riassumo tagliuzzando un po’ (chi parla è il protagonista, un anziano pastore protestante):

L’altro giorno, in strada, sono passato davanti a due giovanotti. […] So chi sono, lavorano al distributore. Non frequentano la chiesa, nessuno dei due: sono semplicemente due simpatici bricconi sempre pronti allo scherzo. […] Erano immersi nel solito scambio serrato di commenti accompagnandolo con le solite risate maligne. E mi è sembrata una scena bellissima. E’ stupendo osservare la gente mentre ride, il modo in cui si lascia quasi prendere completamente. A volte cerca di resistere con tutte le forze. Lo vedo succedere spesso in chiesa. Perciò mi chiedo quale sia la natura del riso e la sua origine, e mi chiedo che cosa espella dal nostro organismo, costringendoci, come fa, a continuare fino alla fine, un po’ come il pianto...”

Capite ora perché consiglio questo libro di una semplicità quasi disarmante, semplicità che è potenza, come nello scoppio di una risata.

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