Cats will know

gatto che dormedi Marco Maresca

Gli ultimi passi lungo il viale di una giornata pallida portano il sapore quotidiano del ricordo di me. E’ un sapore inconsistente, talmente vicino da essere lontanissimo, come alito, come pioggia leggera. Sempre ti chiedi se a percorrere un altro selciato potresti mai sentire qualcosa di diverso da ciò che senti o vedi. Se la pioggia che percepisci potrebbe mai ticchettare in modo così tenue da irrompere come una novità ogni nuovo, pallido giorno. Se l’alito che ti sfiora le narici potrebbe mai darti quel respiro in più da farti sentire ancora viva.

Nell’alba, sedotti dalla brezza nuova della luce nascente, i tuoi passi calpestano fiori che nascono nel ricordo di me. Ma ogni fiore avvizzito, persino ogni passo, non invecchia il tuo incedere, ma getta sul viale, dove un ricordo sacro, dove un battito d’ali.

Un gatto, tra persiane socchiuse e vasi di terracotta, ignorava ogni cosa gli accadeva intorno. Immerso nel suo appagato dormire, sembrava attento solo ai pensieri degli uomini. Solo lui sapeva di noi. Quel giorno lo trattammo con rispetto, come stessimo al cospetto di un vecchio saggio. Gli passammo davanti in silenzio lasciandogli pezzi di vita nella ciotola vuota.

Davanti a te giorni vuoti, attraversati da voci vacanti. Sorridi, sorriderai ancora. Parli piano, lo farai anche domani. Sei sola.
Ascolti la mia voce che risale dal passato, ma le parole, oggi, sono stanche e vane. Sono la tua compagnia sbiadita, anche se ancora tiepida. Non riconosci più i significanti, sparsi nei giorni luminosi degli anni trascorsi. Ormai sono come l’eco irraggiungibile di vecchi costumi dismessi che nessuna festa ricorda più.

Alzi una mano, sposti una gamba, socchiudi le labbra. E domani sarà lo stesso. E giorno dopo giorno aggiungerai, ora un passo, ora uno sguardo, ora un pensiero.

E’ primavera, ma chi accarezza il tuo viso nell’aria fresca? Solo la pioggia leggera, la luce dell’alba, l’alito che solo tu riconosci. Ti chiedi se c’è ancora un senso in fondo al cuore, al mio e al tuo, dilaniati. Mentre un triste sorriso scivola lungo le guance e scompare nella solitudine delle ore.

Aprendo senza motivo gli occhi, il gatto vide un piccolo topo passargli davanti, tra un gradino di travertino e un palo metallico impiantato nel selciato. Distrattamente, il senso della vita gli fu manifesto. Alzò lentamente la testa, appena sopra la zampa sulla quale era poggiata. Quel tanto che gli fu sufficiente per girarla dall’altra parte. E riaddormentarsi serenamente.

Il piccolo topo scomparve tra i rifiuti. Non restò neppure il ricordo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...