A social person?

webdi Elvio Calderoni

Il weekend bussa e ogni venerdì le persone, più o meno occupate durante la settimana, affollano di progetti le proprie ore libere, per il gusto di saperle occupate, per la voglia stessa di progettare, assaporare, sognare. E’ il tempo di ritrovare sé stessi, di far respirare l’anima, di scattare fotografie virtuali da spedire nell’album dei momenti migliori della vita di ognuno: la propria, quella dei propri cari, con un po’ di fortuna anche quella di persone meno legate a noi.Allo stato attuale delle cose, in un’Italia al termine di un inverno caratterizzato dalle prossime elezioni, dalla voglia di rigenerazione ( economica in primo luogo), dal rischio di separare gli italiani dalla politica ancora molto presente, una persona che voglia progettare il proprio fine settimana deve tener conto di molteplici fattori.

Una persona? No, una social person.
La social person in questione ha il suo bel daffare!
Dovrà mandare almeno una ventina di #FF su Twitter.

L’ho scoperto da poco, in colpevole ritardo, ma #FF è una sorta di saluto benaugurante ( letterarmente Follow Friday ) che rivendica l’importanza di un giorno altrimenti sottovalutato come il venerdì. E’ un saluto che si manda preferibilmente al mattino, quando l’onda del we non è ancora al suo apice, quando l’ora dell’aperitivo di inaugurazione del tempo migliore ( libero, dell’anima, del corpo, del cuore ) è ancora lontana!

twitter
Una volta mandati i saluti dedicati su Twitter, dovrà, la social person di cui sopra, inventarsi uno status nobile ma sufficientemente leggero e popular per Facebook. Del tipo:

“e poi si finisce a organizzare una cena tutti a casa mia. Ma stavolta ordiniamo al cinese ( no, Corrado, non quello sotto casa tua! )! Gli involtini primavera affogati in salsa di soia non hanno prezzo!”

Non ha prezzo.
Mai più senza.
La “e” all’inizio dello status.

Insomma: evocazione e rievocazione di uno stato d’animo che sia necessariamente plurale, che faccia vedere di poter contare su un pubblico abbastanza vasto, con qualche messaggio in codice valido per una ristretta cerchia di spiriti eletti. Attenzione, il giro non finisce qua! Dopo la cena, della quale avremo “postato” innumerevoli foto sul nostro social network preferito ( primi piani delle tre salse, dettaglio sulle bacchette, primo piano del nostro migliore amico che fa finta di avere gli occhi a mandorla, gruppone che ride sguaiatamente fissando un altro amico che fa penzolare in aria gli spaghetti di soia tenendoli in bilico sulle bacchette stesse ), il sabato mattina dovremo necessariamente dedicarlo alla trentina di sfidanti accumulati nell’arco della settimana su Ruzzle! Il nuovo killer è lui! Il gioco che sta causando code al semaforo ( il mio primo sfidante mi ha scritto: sto guidando, per questo forse ho perso! ) e deconcentrazioni di ogni genere.

RuzzlePomeriggio: silenzio.

Estraniamoci un attimo dai tweet, non viene alcuna frase geniale da mandare ai posteri, nemmeno una citazione colta che renda il mood. E’ il momento, quindi, di aggiornare il blog! Rispolveriamo le foto della cena di ieri e carichiamo la più bella ( il gruppone con gli spaghetti di soia penzolanti in primo piano ), accompagnandola da qualche frase poetica che tiri su un po’ il tono. Un titolo colto… che venga da lontano. Che tolga quel sapore di troppo frivolo e contingente…
Ma certo, ci sono!
La Cina è vicina!
Chi l’aveva detto? Boh. Oddio, ma qui i film che avevo in programma di vedere sul pc, opportunamente messi a scaricare nella notte, ancora devo cominciare a vederli!! E sì che ne avevo scaricati quattro, per il fine settimana! E’ il momento, quindi, di dare al mondo un nuovo status:

Aiuto, il we è quasi al termine e non ho visto Django! Si accettano compagnie per domani pomeriggio: casa mia, dolby surround, patatine e divano, altro che cinema!

Calma, c’è un nuovo sfidante su Ruzzle. E questo chi è? Ci chatto un po’. Cavolo, è forte. “Chi sei?” “Sei anche su Twitter?” “E su Facebook?”
“Il tuo blog su Tumblr come si chiama?”
“Hai mai provato Second Life?”
“Ma almeno uno straccio di contatto Skype ce l’hai?”
Il maledetto continua a battermi e non si degna neanche di rispondere.
MI fanno male gli occhi e anche i tendini!!
Ma devo batterlo!! A costo di addormentarmi dopo aver passato la serata sull’i-phone!
Buonanotte, domani ti batto!!
E’ domenica e devo a tutti i costi aggiornare i clothes del mio avatar su Second Life, è un secolo che non lo faccio!
Il tempo scorre. Fuori c’è il sole di questo inverno che sembra non esserci mai stato. La faccio una battuta sul tempo? Il meteo va così di moda, del resto. Ma do la priorità a Facebook o a Twitter? Lo status di ieri ha raccolto soltanto 15 “mi piace”.
Sono in declino netto.
Devo inventarmi qualcosa. Su Skype oggi nessuno mi chiama, e dire che ho anche comprato la webcam nuova, giovedì!
Il blog ieri ha avuto appena 12 accessi.

web building
Sono a un passo dal fallimento.
E le foto?
Nonostante tutti i tag che ho messo, le hanno condivise appena in due. Ma allora cosa l’ho fatta a fare la cena? E l’invito a vedere Django a casa mia?Già la domenica pomeriggio è triste di suo, se non arriva un “mi piace” entro mezz’ora rischio il suicidio. La tv blatera e vomita programmi pseudoelettorali, lo sfidante di Ruzzle non dà segni di vita.
Iniziano i pensieri del lavoro. Al Follow Friday non ha risposto nessuno.
Gli abiti di domani.
Le preoccupazioni.
Il tempo occupato.
Il tempo atmosferico.

E’ sera, è proprio sera. Nessuna luce verde, nemmeno su Skype…
E se diventassi, da domani, un’asocial person??

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