Volontà e testamento di una Fiat 500

Fiat cinquecento in vetrinadi Cetta De Luca

C’è un luogo nel luogo nel luogo, e se vogliamo approfondire ancora il luogo di partenza è sicuramente nell’immaginario collettivo. E questo luogo che racchiude tanti luoghi, che appartiene all’immaginario, non lo voglio raccontare per non rubarvi la suggestione. Perché Londra è una suggestione. Come le Matrioske, si scoperchia la prima per trovarne un’altra, sempre più piccola, ma non per questo meno bella e dettagliata.

In questa Londra/Matrioska c’è un luogo che si chiama Notting Hill, nel quale c’è un altro luogo che si chiama Portobello Road, in cui c’è un luogo gestito da italiani che sforna pizze degne di Napoli e dintorni. E dentro questo luogo, proprio al suo interno, c’è una Fiat 500 arancione.

La guardavo dalla vetrina perplessa. “Cosa ci fa una 500 nella vetrina di una pizzeria? Solo a Londra…”. Se ne stava lì, con quelle pale sporgenti dal finestrino, come braccia troppo corte, a porgere pizze finte – no, no, a uno sguardo ravvicinato mi accorsi che erano vere! – , pizze vere ai passanti incuriositi. Entrai. Volevo guardare da vicino, senza il filtro del vetro che riflette, distorce, mistifica. La mia prima automobile era stata una 500, salvata da uno sfasciacarrozze e gloriosamente portata in giro per due anni. L’avevo riverniciata di nero e resa coattissima, con borchie in lega, interni in similpelle, stereo con woofer e subwoofer (avevo dovuto dotarla della batteria di una Fiat 127 altrimenti non reggeva) e copri volante in scamosciato color renna, come i guanti senza dita che avevo comprato in abbinamento.  Dopo 24 mesi di scorribande mi ha lasciata per sempre, ma non l’ho mai dimenticata, e ogni volta che vedo una sua consorella mi commuovo.

“Portami via. Puoi?” pareva dicesse quella piccola meraviglia color del sole.  “Domanda retorica la tua. Sai che non posso.” le risposi accarezzando le cromature,  le dolci curve dello sportello nel punto in cui si protende e si trasforma in cofano. “Trova il sistema, ti prego.” Sembrava che occhi, decine di occhi, mi guardassero di là dal vetro del parabrezza. Gli occhi di tutti quegli innamorati che per anni si erano affacciati da lì a guardare il mondo passare a velocità da crociera mentre all’interno si consumavano amori rubati. C’era storia lì dentro, con tutta la sua dignità e il ricordo, e l’emozione, e il rapimento di un luogo chiuso, ristretto, che conservava in sé il mistero delle parole sussurrate.  Lo sportello si apriva. Entrai e mi misi al posto di guida. Nessuno fece caso a me, nella confusione dell’ora di punta. C’era la chiave nel cruscotto. La girai. “Fammi volare via.” disse il contachilometri improvvisamente rianimato. Come…come…COME! Quell’auto funzionava ancora, la sua anima era tutta lì, non era una scatola vuota, un involucro.

“Fammi volare via” aveva detto, o forse l’avevo sentito nel cuore e tradotto PER ME, perché questo avrei voluto per me se qualcuno mi avesse messo in vetrina a mostrare pizze ai passanti. Scesi dall’auto e le girai intorno. Aprii il cofano. Il motore era lì, lucente, ben oliato. Pareva pronto a scoppiettare felice. Sollevai lo sguardo e ritrovai tutti quegli occhi attraverso il parabrezza, imprigionati lì da chissà quanto, pronti a diventare amori e sogni e ispirazioni per scrittori e poeti, se qualcuno mai li avesse liberati. Eccola. La batteria. Staccai i cavi. E lei sospirò, e si spense.

Mi piace pensare alla sua anima ora libera, che vola a raccontare dei suoi amori consumati ai sogni dei poeti. Credo che ci sia ancora la Fiat 500 arancione in quella pizzeria di Portobello Road, ma scoperchiando le Matrioske dei luoghi di Londra, quando si arriva lì, alla più piccola, oltre non c’è più nulla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...