Tra Candelora e marmotte, attenti alle previsioni!

il-giorno-della-marmotta

di Andrea Monda

Dice il vecchio detto che: “La Madonna Candelora 
dell’inverno semo fora, ma se piove o tira vento
dell’inverno semo drento”, cioè, tradotto, se il 2 febbraio, festa della Candelora, il clima è mite allora l’inverno sarà mite, ma se invece è brutto tempo, l’inverno sarà ancora lungo. Un po’ in tutto il mondo è diffusa la tradizione che il giorno della Candelora, in cui si celebra la festa cristiana della presentazione di Gesù al Tempio, sia un giorno divinatorio, favorevole alle previsioni meteorologiche. Ora il punto paradossale è che le previsioni sono rischiose, non solo perché spesso si rivelano fallaci, ma proprio perché la previsione viene fatta al fine di eliminare i rischi, togliere quella variabile di imprevisto che fa sempre e comunque parte della vita.

E’ questo il senso profondo di un film che mi è capitato di rivedere poco tempo fa e che ho sempre trovato divertente quanto profondamente vero e umano: Ricomincio da capo (titolo originale Groundhog Day ovvero “Giorno della Marmotta”), diretto da Harold Ramis del 1993. Il protagonista del film, Phil Connors, interpretato da Bill Murray, è un meteorologo che conduce un programma televisivo e si trova proprio il 2 febbraio nella città di Punxsutawney, in Pennsylvania, per fare un reportage sulla tradizionale ricorrenza del Giorno della Marmotta in cui dal comportamento di una marmotta (che anch’essa si chiama Phil) si dedurrà quanto l’inverno sarà lungo. Qui però Phil rimane intrappolato in un loop temporale: ogni mattina, alle sei in punto, viene svegliato dalla radio che trasmette sempre lo stesso brano musicale (I Got You Babe di Sonny & Cher, poteva andargli peggio), e da allora la giornata trascorre inesorabilmente allo stesso modo della precedente. Un incubo kafkiano che il regista declina anche in maniera molto comica e che porta tra una risata e l’altra all’epilogo: Phil riuscirà ad evadere dal “carcere” del Giorno della Marmotta solo grazie all’amore, quando in lui nascerà un sentimento puro e oblativo nei confronti della dolce e bella collega Rita (l’attrice Andie McDowell), solo allora, uccidendo il suo io-egoista e accentratore, ecco che potrà passare al 3 febbraio. Il punto è che se si vuole mantenere il controllo su tutto, sugli altri, sulla vita, si rischia di perderne il senso (e il gusto) complessivo: le pre-visioni, uccidono la visione. Phil all’inizio non vede gli altri, al massimo li “usa”. E questo atteggiamento finirà per condannarlo ad un labirinto di tristezza e noia. Viene in mente la battuta di Michael Ende: “Solo chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne”.

Andrea Monda

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...